Aggiornato per l'anno fiscale 2026

Calcolo Piano di Accumulo (PAC)

Simula il rendimento del tuo PAC tenendo conto di costi e tassazione italiana.

Parametri del PAC

%

Rendimento medio annuo lordo atteso dall'investimento

anni

Eventuale somma iniziale gia investita

%

Commissione trattenuta su ogni versamento

%

TER (Total Expense Ratio) annuo del fondo

Capitale finale lordo

98.615,48 €

Totale versato

48.000,00 €

Rendimento lordo

50.615,48 €

Dettaglio fiscale

Rendimento lordo
50.615,48 €
Imposta capital gain (26%)
-13.160,02 €
Rendimento netto
37.455,45 €
Capitale netto finale
85.455,45 €

Evoluzione del capitale nel tempo

A1
2486,20 €
A2
5138,91 €
A3
7969,27 €
A4
10.989,19 €
A5
14.211,36 €
A6
17.649,32 €
A7
21.317,53 €
A8
25.231,40 €
A9
29.407,40 €
A10
33.863,07 €
A11
38.617,14 €
A12
43.689,60 €
A13
49.101,78 €
A14
54.876,42 €
A15
61.037,79 €
A16
67.611,81 €
A17
74.626,10 €
A18
82.110,15 €
A19
90.095,42 €
A20
98.615,48 €
VersatoRendimento

Come si calcola il rendimento di un PAC?

Il Piano di Accumulo Capitale (PAC) e' una strategia di investimento che prevede versamenti periodici costanti in un fondo comune o un ETF. Il calcolo tiene conto di:

  • Versamento mensile al netto delle commissioni di ingresso
  • Rendimento atteso al netto dei costi di gestione annui (TER)
  • Capitalizzazione composta dei rendimenti mese dopo mese

La formula iterativa utilizzata per ogni mese e':

Cm = (Cm-1 + Vnetto) × (1 + rmensile)

Dove:

  • Cm = capitale al mese m
  • Vnetto = versamento al netto del costo di ingresso
  • rmensile = (rendimento annuo - costo gestione) / 12

Sul rendimento lordo finale (capitale finale - totale versato) si applica l'imposta sostitutiva del 26% sui capital gain, come previsto dalla normativa fiscale italiana. Per i titoli di Stato l'aliquota e' ridotta al 12,5%.

DCA (Dollar Cost Averaging) vs PIC (Piano di Investimento di Capitale)

Quando si decide di investire una somma di denaro, si presentano due strategie fondamentali: il DCA (Dollar Cost Averaging), su cui si basa il PAC, e il PIC (Piano di Investimento di Capitale), che prevede un investimento in un'unica soluzione. Comprendere le differenze tra queste due modalita' e' essenziale per scegliere l'approccio piu' adatto al proprio profilo di rischio e ai propri obiettivi finanziari.

Il DCA consiste nell'investire una somma fissa a intervalli regolari, tipicamente ogni mese. Il vantaggio principale di questa strategia e' la mediazione del prezzo di acquisto: quando i mercati scendono, con lo stesso importo si acquistano piu' quote; quando i mercati salgono, se ne acquistano meno. Questo meccanismo automatico riduce significativamente il rischio di timing, cioe' il rischio di investire l'intero capitale in un momento sfavorevole, come un picco di mercato poco prima di un ribasso. Il DCA e' particolarmente indicato per chi ha un reddito mensile e vuole costruire un patrimonio gradualmente, senza dover prendere decisioni di market timing che anche i professionisti faticano a indovinare con costanza.

Il PIC, al contrario, prevede l'investimento dell'intera somma disponibile in un unico momento. I dati storici mostrano che, su orizzonti temporali lunghi, il PIC tende a produrre rendimenti superiori rispetto al DCA, perche' il capitale e' esposto al mercato per un periodo piu' lungo. Tuttavia, il PIC comporta un rischio di timing molto piu' elevato: se si investe tutto poco prima di una correzione significativa del mercato, le perdite iniziali possono essere consistenti e richiedere anni per essere recuperate. Per questo motivo, il PIC e' consigliato solo a chi ha una tolleranza al rischio elevata e un orizzonte temporale molto lungo, oppure a chi investe in un momento in cui le valutazioni di mercato appaiono ragionevoli.

ETF vs Fondi comuni: quale scegliere per un PAC

La scelta dello strumento finanziario su cui attivare il PAC e' un fattore determinante per il rendimento netto finale. Le due opzioni principali sono gli ETF (Exchange Traded Fund) e i fondi comuni di investimento a gestione attiva, e le differenze in termini di costi possono avere un impatto enorme nel lungo periodo.

Gli ETF sono fondi a gestione passiva quotati in borsa che replicano fedelmente un indice di mercato (come l'MSCI World, l'S&P 500 o il FTSE MIB). Il loro principale vantaggio e' il costo estremamente contenuto: il TER (Total Expense Ratio) degli ETF azionari globali si colloca tipicamente tra lo 0,1% e lo 0,5% annuo. Non prevedono commissioni di ingresso, ne di uscita, ne di performance. Possono essere acquistati e venduti in tempo reale durante gli orari di borsa, offrendo massima trasparenza e liquidita'.

I fondi comuni a gestione attiva, al contrario, sono gestiti da un team di professionisti che selezionano i titoli con l'obiettivo di battere il mercato di riferimento. Questo servizio ha un costo significativamente piu' elevato: il TER si colloca generalmente tra l'1,5% e il 2,5% annuo, a cui si aggiungono spesso commissioni di ingresso (dall'1% al 3% del versamento) e, in alcuni casi, commissioni di performance. Nonostante le promesse di sovraperformance, i dati storici dimostrano che la grande maggioranza dei fondi attivi (oltre l'80-90% su orizzonti decennali) non riesce a battere il proprio indice di riferimento al netto dei costi. La differenza di TER tra un ETF (0,2%) e un fondo attivo (2%) puo' sembrare modesta, ma su 20-30 anni di PAC si traduce in decine di migliaia di euro di rendimento perso a causa dei costi.

La tassazione del capital gain in Italia

La fiscalita' degli investimenti finanziari in Italia e' un aspetto cruciale da considerare nel calcolo del rendimento netto di un PAC. L'imposta sostitutiva standard sui capital gain (la plusvalenza realizzata, cioe la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto delle quote) e' pari al 26%. Questa aliquota si applica alla maggior parte degli strumenti finanziari: azioni, ETF azionari, fondi comuni, obbligazioni corporate e conti deposito.

Esiste tuttavia un'aliquota agevolata del 12,5% che si applica ai rendimenti derivanti da titoli di Stato italiani (BTP, BOT, CCT) e di altri Paesi inclusi nella cosiddetta "white list". Per i fondi e gli ETF che investono parzialmente in titoli di Stato, la quota di rendimento attribuibile a tali titoli viene tassata al 12,5%, mentre la parte restante al 26%. La percentuale esatta della quota agevolata viene comunicata periodicamente dalla societa' di gestione del fondo.

Un aspetto importante riguarda la compensazione delle minusvalenze. Se in un anno si realizzano perdite dalla vendita di strumenti finanziari, queste minusvalenze possono essere utilizzate per compensare future plusvalenze, riducendo cosi' il carico fiscale. Le minusvalenze possono essere portate in compensazione per un massimo di 4 anni dalla loro realizzazione. Tuttavia, e' fondamentale sapere che i redditi da fondi ed ETF (armonizzati UCITS) sono classificati come "redditi da capitale" e non possono essere compensati con le minusvalenze, che sono "redditi diversi". Questa asimmetria fiscale e' un elemento da considerare nella pianificazione degli investimenti.

Infine, per quanto riguarda il regime fiscale, la maggior parte degli investitori italiani utilizza il regime del risparmio amministrato, in cui la banca o il broker agisce come sostituto d'imposta e calcola e versa automaticamente le imposte dovute. In alternativa esiste il regime dichiarativo, in cui l'investitore deve dichiarare autonomamente i redditi da investimento nella dichiarazione dei redditi. Il regime amministrato e' piu' semplice e conveniente per la maggior parte dei risparmiatori.

PAC: rendimento netto stimato per versamento e durata

La tabella seguente illustra il rendimento netto stimato di un PAC con versamento mensile di 200 euro, ipotizzando un rendimento lordo annuo del 7% (media storica di un portafoglio azionario globale diversificato), un TER dello 0,2% (tipico di un ETF a basso costo) e la tassazione italiana del 26% sui capital gain. I valori sono al netto di tasse e costi di gestione.

Durata Totale versato Capitale lordo Capitale netto
5 anni 12.000 € ~14.300 € ~13.700 €
10 anni 24.000 € ~34.600 € ~31.800 €
20 anni 48.000 € ~104.000 € ~89.400 €
30 anni 72.000 € ~243.000 € ~198.400 €

Questi numeri rendono evidente l'enorme potenza della capitalizzazione composta nel lungo periodo, anche al netto della tassazione italiana. Con 5 anni di PAC, il rendimento netto e' modesto: su 12.000 euro versati, il guadagno netto e' di circa 1.700 euro. Ma e' con orizzonti temporali piu' lunghi che l'interesse composto mostra il suo vero potenziale. A 20 anni, il capitale netto (89.400 euro) e' quasi il doppio di quanto versato (48.000 euro), con un guadagno netto di oltre 41.000 euro. A 30 anni il risultato e' straordinario: a fronte di 72.000 euro versati, il capitale netto supera i 198.000 euro, con un guadagno netto di circa 126.000 euro, quasi il triplo del totale dei versamenti effettuati.

Questo effetto esponenziale e' possibile perche' ogni mese i rendimenti si accumulano non solo sui versamenti effettuati, ma anche sui rendimenti gia maturati nei mesi precedenti. Piu' lungo e' l'orizzonte temporale, piu' la componente di "interessi su interessi" diventa preponderante rispetto ai versamenti diretti. Per questo motivo, iniziare un PAC il prima possibile, anche con importi contenuti, e' una delle decisioni finanziarie piu' efficaci che si possano prendere.

Domande frequenti

Cos'e un PAC e come funziona?

Il Piano di Accumulo Capitale (PAC) e' una strategia di investimento che prevede versamenti periodici costanti (tipicamente mensili) in un fondo comune o un ETF. Grazie al "dollar cost averaging", compri piu' quote quando i prezzi sono bassi e meno quando sono alti, mediando il prezzo di acquisto nel tempo e riducendo il rischio di mercato.

Quanto si paga di tasse sul rendimento?

In Italia si applica un'imposta sostitutiva del 26% sui capital gain (la differenza tra capitale finale e totale versato). Per i fondi che investono in titoli di Stato italiani o europei, una parte del rendimento puo' essere tassata al 12,5%. L'imposta viene applicata al momento del riscatto o della vendita delle quote.

Cosa sono il costo di ingresso e il TER?

Il costo di ingresso e' una commissione applicata su ogni versamento (puo' variare dallo 0% al 3-5% per i fondi attivi). Il TER (Total Expense Ratio) e il costo annuo di gestione del fondo, che riduce il rendimento effettivo. Gli ETF hanno generalmente TER molto bassi (0,1-0,5%), mentre i fondi attivi possono arrivare all'1,5-2,5%.

Quale rendimento atteso e' realistico?

Storicamente, un portafoglio azionario globale diversificato ha reso in media il 7-8% annuo lordo nel lungo periodo (20+ anni). Un portafoglio bilanciato (azioni + obbligazioni) rende tipicamente il 4-6%. Ricorda che i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri e che la volatilita a breve termine puo' essere significativa.

Posso sospendere o modificare il versamento?

Si, nella maggior parte dei casi puoi sospendere, ridurre o aumentare i versamenti del PAC senza penali. La flessibilita' dipende dal tipo di prodotto scelto. Con gli ETF acquistati tramite broker online hai la massima liberta', mentre i PAC bancari su fondi comuni possono avere vincoli contrattuali specifici.

Quanto dovrei investire mensilmente in un PAC?

Non esiste un importo universale: l'ideale e' investire una somma che sia sostenibile nel lungo periodo senza intaccare il fondo di emergenza (3-6 mesi di spese). Una regola comune e' destinare al PAC il 10-20% del reddito netto mensile dopo aver coperto le spese essenziali. Molti broker online consentono di partire da importi minimi di 25-50 euro al mese, quindi anche piccole somme possono avviare un percorso di accumulo efficace grazie all'interesse composto. L'importante e' la costanza nel tempo, non l'importo iniziale.

Il PAC e' adatto anche per un obiettivo a breve termine (3-5 anni)?

Un PAC azionario su un orizzonte di 3-5 anni comporta un rischio significativo, perche' i mercati azionari possono avere fasi negative anche prolungate. Per obiettivi a breve termine e' preferibile orientarsi verso strumenti meno volatili: ETF obbligazionari a breve scadenza, conti deposito vincolati o titoli di Stato a breve termine (BOT). Se comunque si desidera un PAC a breve termine, e' consigliabile scegliere un portafoglio bilanciato con una componente azionaria ridotta (30-40%) e una quota maggioritaria in obbligazioni, accettando un rendimento atteso inferiore in cambio di una volatilita' piu' contenuta.

Come scelgo l'ETF giusto per il mio PAC?

La scelta dell'ETF dipende da diversi fattori. Per la massima diversificazione, un ETF che replica l'indice MSCI World o il FTSE All-World copre migliaia di aziende a livello globale. Verifica che il TER sia basso (sotto lo 0,3%), che il fondo abbia un patrimonio gestito ampio (oltre 500 milioni di euro, per garantire liquidita' e ridurre il rischio di chiusura), e che sia ad accumulazione (reinveste automaticamente i dividendi) piuttosto che a distribuzione, per massimizzare l'effetto dell'interesse composto. Infine, scegli un ETF domiciliato in Irlanda o Lussemburgo, che offrono la migliore efficienza fiscale per gli investitori italiani grazie ai trattati contro la doppia imposizione.

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