Calcolo Bonus Ristrutturazione 2026
Simula la detrazione fiscale per ristrutturazione, ecobonus, sismabonus e bonus mobili. Verifica la capienza IRPEF e il risparmio effettivo anno per anno.
Parametri del bonus
Detrazione in 10 quote annuali
Serve per stimare la capienza IRPEF annua
Detrazione totale
20.000,00 €
Detrazione annua
2000,00 €
per 10 anni
Risparmio annuo effettivo
2000,00 €
Riepilogo dettagliato
Piano delle detrazioni annuali
| Anno | Detrazione | Effettivo | Cumulato |
|---|---|---|---|
| Anno 1 | 2000,00 € | 2000,00 € | 2000,00 € |
| Anno 2 | 2000,00 € | 2000,00 € | 4000,00 € |
| Anno 3 | 2000,00 € | 2000,00 € | 6000,00 € |
| Anno 4 | 2000,00 € | 2000,00 € | 8000,00 € |
| Anno 5 | 2000,00 € | 2000,00 € | 10.000,00 € |
| Anno 6 | 2000,00 € | 2000,00 € | 12.000,00 € |
| Anno 7 | 2000,00 € | 2000,00 € | 14.000,00 € |
| Anno 8 | 2000,00 € | 2000,00 € | 16.000,00 € |
| Anno 9 | 2000,00 € | 2000,00 € | 18.000,00 € |
| Anno 10 | 2000,00 € | 2000,00 € | 20.000,00 € |
Panorama dei bonus edilizi 2026: cosa e' cambiato
Il panorama dei bonus edilizi in Italia ha subito profonde trasformazioni negli ultimi anni. Dopo l'esperienza del Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) e progressivamente ridimensionato, il legislatore ha operato un riordino delle agevolazioni fiscali per gli interventi sugli immobili. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha confermato il quadro normativo che si applica anche per il 2026, con alcune modifiche rilevanti rispetto agli anni precedenti. Il cambiamento piu' significativo riguarda la differenziazione tra prima casa e altri immobili: per la ristrutturazione edilizia, l'aliquota del 50% si applica esclusivamente all'abitazione principale, mentre per gli altri immobili l'aliquota scende al 36%. Questa distinzione rappresenta una novita' importante rispetto al passato, quando il 50% era applicabile indistintamente a tutti gli immobili residenziali.
Un'altra modifica fondamentale riguarda la cessione del credito e lo sconto in fattura, che dal 17 febbraio 2023 (data di entrata in vigore del D.L. 11/2023, convertito dalla L. 38/2023) sono stati sostanzialmente aboliti per i nuovi interventi, con pochissime eccezioni legate a situazioni gia' avviate o a interventi su immobili danneggiati da eventi sismici. Questo significa che nel 2026 l'unica modalita' di fruizione dei bonus edilizi e', nella quasi totalita' dei casi, la detrazione diretta dall'IRPEF nella dichiarazione dei redditi, ripartita in quote annuali di pari importo. E' quindi essenziale verificare di avere sufficiente capienza IRPEF per sfruttare interamente la detrazione spettante, perche' la quota eccedente l'imposta lorda non e' rimborsabile ne' trasferibile agli anni successivi.
Bonus ristrutturazione 50%: requisiti, limiti e lavori ammessi
Il bonus ristrutturazione e' disciplinato dall'art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986) e dal D.L. 63/2013. Per il 2026, la detrazione e' pari al 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione sull'abitazione principale, fino a un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unita' immobiliare. Per gli altri immobili (seconde case, immobili locati, etc.), l'aliquota scende al 36% con lo stesso tetto di 96.000 euro. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
I lavori ammessi comprendono un'ampia gamma di interventi, tra cui: manutenzione straordinaria (sostituzione infissi, rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico), restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia vera e propria, interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato da eventi calamitosi, eliminazione delle barriere architettoniche, interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, e bonifica dall'amianto. Per le parti comuni condominiali, sono ammessi anche gli interventi di manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione pavimenti, sostituzione grondaie, etc.).
Per fruire della detrazione e' necessario rispettare specifici adempimenti: il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante (bancario o postale) che riporti la causale del versamento con riferimento alla norma (art. 16-bis del TUIR), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento. E' inoltre necessario conservare le fatture, le ricevute fiscali, la documentazione relativa ai permessi edilizi (CILA, SCIA o permesso di costruire a seconda del tipo di intervento) e la comunicazione preventiva all'ASL, ove prevista dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri.
Ecobonus: interventi energetici con aliquote 50% e 65%
L'ecobonus e' la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, disciplinata dall'art. 1, commi 344-349, della L. 296/2006 e successive modificazioni. Le aliquote variano in base al tipo di intervento:
La detrazione al 50% si applica a: sostituzione di finestre comprensive di infissi, schermature solari, caldaie a biomassa, caldaie a condensazione (solo classe A). Il tetto massimo di spesa varia: 60.000 euro per gli infissi, 60.000 euro per le schermature solari, 30.000 euro per le caldaie a condensazione classe A.
La detrazione al 65% si applica a: coibentazione dell'involucro edilizio (cappotto termico), installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici, installazione di caldaie a condensazione di classe A con contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti (classe V, VI o VIII), acquisto e installazione di micro-cogeneratori, installazione di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento (building automation). Il tetto massimo di spesa e' di 100.000 euro per la riqualificazione energetica globale e di importi variabili per i singoli interventi.
Per beneficiare dell'ecobonus e' obbligatoria la comunicazione all'ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La trasmissione avviene tramite il portale telematico dedicato e deve contenere i dati relativi all'immobile, al tipo di intervento e al risparmio energetico conseguito, attestato dalla scheda tecnica o dall'APE (Attestato di Prestazione Energetica) post-intervento.
Sismabonus e bonus mobili: regole specifiche
Il sismabonus e' la detrazione per gli interventi di adeguamento antisismico, prevista dall'art. 16, commi da 1-bis a 1-septies, del D.L. 63/2013. Le aliquote sono differenziate in base all'efficacia dell'intervento in termini di riduzione del rischio sismico: 70% per interventi che comportano la riduzione di una classe di rischio, 80% per la riduzione di due classi di rischio. Per gli interventi sulle parti comuni condominiali, le aliquote salgono rispettivamente al 75% e all'85%. Il tetto di spesa e' di 96.000 euro per unita' immobiliare e la detrazione si ripartisce in 5 quote annuali (non 10 come per la ristrutturazione ordinaria). Gli immobili devono essere ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (classificazione sismica definita dall'Ordinanza PCM 3519/2006).
Il bonus mobili consente la detrazione del 50% delle spese sostenute per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (non inferiore alla classe A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori), destinati ad arredare l'immobile oggetto di ristrutturazione. Il tetto massimo di spesa per il 2026 e' di 5.000 euro. E' fondamentale che il bonus mobili sia collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia: non e' possibile usufruirne autonomamente. La data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere anteriore a quella di acquisto dei mobili ed elettrodomestici. Il pagamento puo' avvenire con bonifico bancario o postale, carta di debito o carta di credito; non e' ammesso il pagamento con assegni bancari, contanti o altri mezzi non tracciabili.
Il bonus verde consente la detrazione del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unita' immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, nonche' la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Il tetto massimo e' di 5.000 euro per unita' immobiliare, con una detrazione massima di 1.800 euro ripartita in 10 quote annuali.
Come funziona la detrazione: ripartizione in quote annuali
La detrazione per i bonus edilizi funziona come una riduzione dell'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) dovuta dal contribuente. L'importo totale della detrazione viene suddiviso in quote annuali di pari importo: 10 per la ristrutturazione, l'ecobonus, il bonus mobili e il bonus verde; 5 per il sismabonus. Ogni anno, il contribuente inserisce la quota nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF) e la sottrae dall'IRPEF lorda calcolata sul proprio reddito.
Facciamo un esempio concreto: su una spesa di 40.000 euro per una ristrutturazione della prima casa al 50%, la detrazione totale e' di 20.000 euro, suddivisa in 10 quote annuali da 2.000 euro ciascuna. Ogni anno, nella dichiarazione dei redditi, il contribuente riduce la propria IRPEF di 2.000 euro.
Capienza fiscale: perche' e' fondamentale avere IRPEF sufficiente
Uno degli aspetti piu' critici e meno compresi dei bonus edilizi riguarda la capienza fiscale. La detrazione annua puo' essere fruita solo fino a concorrenza dell'IRPEF lorda dovuta dal contribuente per quell'anno, al netto delle altre detrazioni gia' spettanti (detrazioni per lavoro dipendente, carichi familiari, altre detrazioni). Se la quota annua di detrazione supera l'IRPEF netta dovuta, la parte eccedente viene persa definitivamente: non puo' essere riportata all'anno successivo ne' richiesta a rimborso.
Questo aspetto penalizza particolarmente i contribuenti con redditi bassi o con molte altre detrazioni che riducono gia' significativamente l'IRPEF. Per esempio, un contribuente con una RAL di 15.000 euro ha un'IRPEF lorda di circa 2.262 euro, che dopo la detrazione per lavoro dipendente (circa 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro) e il trattamento integrativo scende quasi a zero. In questo scenario, la detrazione per ristrutturazione non sarebbe fruibile. Il nostro calcolatore verifica automaticamente la capienza IRPEF e segnala eventuali situazioni di perdita della detrazione.
Cessione del credito e sconto in fattura: stato attuale
Il D.L. 11/2023 (convertito dalla L. 38/2023) ha segnato una svolta epocale nel sistema dei bonus edilizi, vietando la cessione del credito d'imposta e lo sconto in fattura per la quasi totalita' dei nuovi interventi a partire dal 17 febbraio 2023. Le uniche eccezioni residue riguardano: interventi gia' avviati prima della data di entrata in vigore del decreto per i quali era stata presentata la CILAS o altri titoli abilitativi; interventi di demolizione e ricostruzione in zone sismiche per i quali era stata presentata l'istanza per l'acquisizione del titolo abilitativo; interventi su immobili danneggiati da eventi sismici rientranti nei territori colpiti. Per tutti gli altri casi, dal 2026 l'unica possibilita' e' la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, il che rende ancora piu' cruciale il tema della capienza fiscale analizzato nel paragrafo precedente.
Esempio pratico: ristrutturazione bagno e cucina 40.000 €, RAL 35.000 €
Consideriamo un caso concreto molto comune: Mario decide di ristrutturare bagno e cucina del suo appartamento (abitazione principale) con una spesa complessiva di 40.000 euro. La sua RAL e' di 35.000 euro.
Calcolo della detrazione: il bonus ristrutturazione al 50% su 40.000 euro genera una detrazione totale di 20.000 euro, ripartita in 10 quote annuali da 2.000 euro.
Verifica capienza IRPEF: con una RAL di 35.000 euro, i contributi INPS a carico del dipendente sono circa 3.217 euro (9,19%), portando il reddito imponibile a circa 31.783 euro. L'IRPEF lorda e' circa 7.648 euro (28.000 x 23% + 3.783 x 33%). Le detrazioni per lavoro dipendente ammontano a circa 1.561 euro. L'IRPEF netta e' quindi circa 6.087 euro, ampiamente sufficiente a coprire la quota annua di 2.000 euro. Mario beneficera' interamente del bonus.
Costo effettivo: i lavori costano 40.000 euro, ma con il bonus Mario recupera 20.000 euro in 10 anni. Il costo effettivo reale e' quindi di 20.000 euro, equivalente a uno sconto del 50% sui lavori.
Documenti necessari per ottenere la detrazione
Per fruire dei bonus edilizi e' necessario conservare e, in caso di controllo, esibire la seguente documentazione: bonifico parlante con causale del versamento (art. 16-bis del TUIR o norma di riferimento per l'ecobonus), codice fiscale del beneficiario e codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento; fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute; titoli abilitativi edilizi (CILA, SCIA, permesso di costruire) o, in alternativa, una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' che attesti la data di inizio dei lavori e la conformita' degli interventi alla normativa edilizia; comunicazione all'ASL, ove prevista dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri; comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, obbligatoria per l'ecobonus e per alcuni interventi di ristrutturazione che comportano un risparmio energetico (sostituzione caldaia, sostituzione infissi, installazione pannelli solari); delibera assembleare per i lavori sulle parti comuni condominiali e tabella millesimale di ripartizione delle spese; visura catastale dell'immobile o ricevuta di presentazione della domanda di accatastamento; ricevute di pagamento dell'IMU (se dovuta); per il bonus mobili, le fatture di acquisto con indicazione della natura, qualita' e quantita' dei beni e la prova del pagamento con strumento tracciabile.
Tabella riepilogativa dei bonus edilizi 2026
La tabella seguente riassume i principali bonus edilizi disponibili nel 2026, con le relative aliquote, tetti di spesa e durata della detrazione.
| Bonus | Aliquota | Tetto spesa | Quote annuali | Norma |
|---|---|---|---|---|
| Ristrutturazione (prima casa) | 50% | 96.000 € | 10 | Art. 16-bis TUIR |
| Ristrutturazione (altri immobili) | 36% | 96.000 € | 10 | Art. 16-bis TUIR |
| Ecobonus (infissi, caldaie A) | 50% | 60.000 € | 10 | L. 296/2006 |
| Ecobonus (cappotto, pompa calore) | 65% | 100.000 € | 10 | L. 296/2006 |
| Sismabonus (1 classe rischio) | 70% | 96.000 € | 5 | D.L. 63/2013 |
| Sismabonus (2 classi rischio) | 80% | 96.000 € | 5 | D.L. 63/2013 |
| Bonus mobili | 50% | 5.000 € | 10 | D.L. 63/2013 |
| Bonus verde | 36% | 5.000 € | 10 | L. 205/2017 |
I valori indicati sono soggetti a conferma annuale da parte della Legge di Bilancio. Si consiglia di verificare sempre la normativa vigente al momento dell'inizio dei lavori, consultando il sito dell'Agenzia delle Entrate o rivolgendosi a un professionista abilitato.
Domande frequenti
Chi puo' beneficiare del bonus ristrutturazione?
Possono beneficiare della detrazione tutti i contribuenti soggetti all'IRPEF, residenti o meno in Italia, che possiedono o detengono l'immobile oggetto degli interventi sulla base di un titolo idoneo: proprietari, nudi proprietari, titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie), locatari, comodatari, soci di cooperative divise e indivise, imprenditori individuali (per immobili non strumentali ne' merce), soggetti indicati nell'art. 5 del TUIR (societa' semplici, imprese familiari). La detrazione spetta anche al familiare convivente che sostiene la spesa, purche' i bonifici e le fatture siano a lui intestati o cointestati.
Cosa succede se il costo dei lavori supera il tetto massimo?
La detrazione si calcola esclusivamente sulla spesa fino al tetto massimo previsto dalla norma. Se ad esempio il costo della ristrutturazione e' di 120.000 euro e il tetto e' di 96.000 euro, la detrazione del 50% si applica solo su 96.000 euro (48.000 euro di detrazione totale), e i restanti 24.000 euro di spesa rimangono interamente a carico del contribuente. Il tetto e' riferito alla singola unita' immobiliare, quindi se si possiedono piu' immobili il tetto si applica separatamente a ciascuno.
Posso cumulare piu' bonus sullo stesso immobile?
Si, e' possibile cumulare piu' bonus sullo stesso immobile, purche' si tratti di interventi diversi e le spese non siano le stesse. Ad esempio, e' possibile fruire contemporaneamente del bonus ristrutturazione per il rifacimento del bagno, dell'ecobonus per la sostituzione degli infissi, e del bonus mobili per l'acquisto di arredi e elettrodomestici. Non e' invece possibile applicare due diverse agevolazioni sulla stessa spesa: se si sostituiscono gli infissi, bisogna scegliere se fruire del bonus ristrutturazione o dell'ecobonus (non entrambi).
Cos'e' il bonifico parlante e come si compila?
Il bonifico parlante e' un bonifico bancario o postale che deve contenere obbligatoriamente tre informazioni: la causale del versamento con il riferimento normativo (ad esempio "Pagamento fattura n. XX del XX/XX/XXXX per lavori di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'art. 16-bis del D.P.R. 917/1986"), il codice fiscale del soggetto che intende fruire della detrazione, e il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario del pagamento (la ditta o il professionista). La maggior parte delle banche e degli uffici postali dispongono di moduli precompilati specifici per i bonifici relativi ai bonus edilizi, che applicano anche la ritenuta d'acconto dell'8% prevista dalla legge.
La detrazione si perde se vendo l'immobile prima dei 10 anni?
In caso di vendita dell'immobile, le quote residue della detrazione si trasferiscono automaticamente all'acquirente, salvo diverso accordo tra le parti. Nell'atto di compravendita e' possibile specificare che il venditore mantiene il diritto alle quote residue. In caso di donazione, il donatario subentra nel diritto alla detrazione. In caso di successione per decesso, la detrazione si trasferisce all'erede che conserva la "detenzione materiale e diretta del bene" (ovvero che vi abita o lo utilizza direttamente, non che lo affitta).
E' ancora possibile la cessione del credito nel 2026?
No, salvo pochissime eccezioni. Il D.L. 11/2023, convertito dalla L. 38/2023, ha bloccato la cessione del credito e lo sconto in fattura per i nuovi interventi dal 17 febbraio 2023. Le eccezioni residue riguardano pratiche gia' in corso alla data del decreto e interventi su immobili in zone sismiche colpite da eventi calamitosi. Per la stragrande maggioranza dei contribuenti, nel 2026 l'unica opzione e' la detrazione diretta dall'IRPEF nella dichiarazione dei redditi, suddivisa nelle quote annuali previste per ciascun tipo di bonus.
Quali lavori richiedono la CILA e quali la SCIA?
La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) e' necessaria per gli interventi di manutenzione straordinaria che non comportano variazioni volumetriche o modifiche strutturali: ad esempio, il rifacimento del bagno, la sostituzione degli impianti, il rifacimento dei pavimenti con modifica del sottofondo. La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita') e' richiesta per interventi che comportano modifiche strutturali: apertura o chiusura di vani, spostamento di muri portanti, interventi antisismici. Per gli interventi di edilizia libera (tinteggiatura interna, sostituzione sanitari senza modifiche all'impianto, sostituzione pavimenti senza modifica delle quote) non e' necessario alcun titolo abilitativo, ma e' sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta'.
L'IVA sulle ristrutturazioni e' agevolata?
Si, per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici a prevalente destinazione abitativa privata, l'IVA e' applicata nella misura ridotta del 10% anziche' del 22%. Questa agevolazione si applica sia al costo della manodopera che a quello dei materiali, con una limitazione per i cosiddetti "beni significativi" (ascensori, infissi, caldaie, sanitari, etc.): su questi beni, l'IVA al 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della prestazione di manodopera. L'IVA agevolata al 10% e' un beneficio separato e aggiuntivo rispetto alla detrazione IRPEF per ristrutturazione.
Calcolatori correlati
Plusvalenza Immobiliare
Calcola le tasse sulla vendita di un immobile
Calcolo Mutuo
Simula la rata del mutuo e il piano di ammortamento
Calcolo IRPEF
Calcola l'IRPEF lorda e netta con gli scaglioni 2026
Calcolo Stipendio Netto
Dal lordo al netto: calcola il tuo stipendio netto mensile
Inflazione
Calcola l'impatto dell'inflazione sul potere d'acquisto