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L'importo lordo della buonuscita offerta
Anni lavorati presso l'azienda
Serve per calcolare l'aliquota media
Netto con tassazione separata (piu' conveniente)
15.161,92 €
Importo lordo: 20.000,00 €|Aliquota media: 24,19%
Tassazione separata
Tassazione ordinaria
Composizione con tassazione separata
Tassazione separata vs ordinaria
La tassazione separata (art. 17 TUIR) applica l'aliquota media degli ultimi anni ed e' quasi sempre piu' conveniente. L'Agenzia delle Entrate puo' successivamente riliquidare l'imposta applicando l'aliquota media effettiva degli ultimi 2 anni. Il calcolo qui presentato e' una stima basata sulla RAL dell'ultimo anno.
Come si calcola la buonuscita e l'incentivo all'esodo
L'incentivo all'esodo (comunemente chiamato "buonuscita") e' una somma che il datore di lavoro offre al dipendente per incentivarlo a lasciare volontariamente il posto di lavoro. Si tratta di un accordo consensuale: l'azienda propone una cifra, il lavoratore puo' accettare o rifiutare, ed eventualmente negoziare condizioni migliori. E' una pratica molto diffusa nelle ristrutturazioni aziendali, nei piani di esodo volontario e nelle riorganizzazioni societarie.
A differenza del TFR (Trattamento di Fine Rapporto), che e' un diritto maturato automaticamente dal lavoratore e il cui importo e' determinato dalla legge, l'incentivo all'esodo e' una somma aggiuntiva il cui ammontare dipende esclusivamente dalla trattativa tra le parti. Non esiste un importo minimo o massimo stabilito per legge: le cifre variano tipicamente da poche mensilita' fino a 24 o piu' mensilita' di RAL, a seconda dell'anzianita' del dipendente, del ruolo ricoperto, della dimensione aziendale e del contesto negoziale.
Differenza tra buonuscita, TFR e incentivo all'esodo
E' fondamentale distinguere tre concetti che spesso vengono confusi:
- TFR (Trattamento di Fine Rapporto): e' un diritto irrinunciabile del lavoratore, disciplinato dall'art. 2120 del Codice Civile. Si accumula anno dopo anno nella misura di circa il 6,91% della retribuzione annua (RAL / 13,5) e viene erogato alla cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dal motivo. Il TFR e' dovuto sempre, che il lavoratore si dimetta, venga licenziato o il contratto scada naturalmente. La sua tassazione segue regole specifiche (tassazione separata con aliquota media degli ultimi 5 anni).
- Buonuscita / Incentivo all'esodo: e' una somma aggiuntiva rispetto al TFR, offerta dall'azienda per incentivare le dimissioni volontarie. Non e' obbligatoria, non e' un diritto del lavoratore e il suo importo e' frutto di negoziazione. La tassazione puo' avvenire con regime separato (piu' vantaggioso) o ordinario.
- Indennita' sostitutiva del preavviso: e' la somma che il datore di lavoro paga quando esonera il dipendente dal lavorare durante il periodo di preavviso. Il suo importo e' pari alla retribuzione che sarebbe stata percepita durante il preavviso. Viene tassata con tassazione ordinaria (non separata).
Tassazione separata vs ordinaria: come funziona
Il trattamento fiscale dell'incentivo all'esodo e' disciplinato dagli articoli 17 e 19 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). L'incentivo puo' beneficiare della tassazione separata quando e' collegato alla cessazione del rapporto di lavoro e l'erogazione avviene in un periodo d'imposta successivo a quello in cui e' sorto il diritto. In pratica, la tassazione separata si applica nella stragrande maggioranza dei casi.
La tassazione separata funziona cosi':
- Si calcola l'aliquota media IRPEF dell'ultimo biennio: si prende il reddito complessivo degli ultimi 2 anni di imposta, si calcola l'IRPEF lorda corrispondente e si divide per il reddito imponibile. In forma semplificata (come fa il nostro calcolatore), si usa la RAL dell'ultimo anno come riferimento.
- Si applica questa aliquota media all'importo lordo dell'incentivo. L'imposta risultante e' quasi sempre inferiore a quella che si pagherebbe con tassazione ordinaria, perche' l'aliquota media e' per definizione piu' bassa dell'aliquota marginale che colpirebbe la somma aggiuntiva.
- L'Agenzia delle Entrate si riserva di riliquidare l'imposta entro i termini di decadenza, applicando l'aliquota media effettiva calcolata sui redditi degli ultimi 2 anni. Se l'aliquota effettiva risulta superiore a quella applicata dal sostituto d'imposta, verra' notificata una cartella di pagamento per la differenza; se risulta inferiore, si avra' diritto a un rimborso.
La tassazione ordinaria, invece, somma l'incentivo al reddito dell'anno in corso. Poiche' l'IRPEF italiana e' progressiva, l'aggiunta di una somma consistente fa salire il reddito complessivo in scaglioni piu' alti, con aliquote marginali del 35% o addirittura del 43%. Il risultato e' un prelievo fiscale significativamente maggiore.
Formula di calcolo ed esempio pratico
Formula tassazione separata:
Imposta = Importo lordo incentivo × Aliquota media IRPEF (basata sugli ultimi 2 anni)
Esempio: supponiamo un incentivo di 30.000 € con RAL ultimo anno di 40.000 € e 8 anni di servizio.
- RAL = 40.000 €. Contributi INPS dipendente (9,19%) = 3.676 €. Imponibile fiscale = 36.324 €.
- IRPEF lorda su 36.324 €: primi 28.000 € al 23% = 6.440 € + restanti 8.324 € al 35% = 2.913 €. Totale IRPEF = 9.353 €.
- Aliquota media = 9.353 / 36.324 = 25,75% circa.
- Imposta con tassazione separata = 30.000 × 25,75% = 7.725 €. Netto = 30.000 − 7.725 = 22.275 €.
- Con tassazione ordinaria, i 30.000 € si aggiungerebbero al reddito: l'imponibile salirebbe a 66.324 €, con IRPEF al 43% sulla porzione eccedente i 50.000 €. L'imposta incrementale sarebbe di circa 10.050 €. Netto = 19.950 €.
- Risparmio con tassazione separata: circa 2.325 €.
Quanto chiedere come incentivo all'esodo
Non esiste una regola fissa, ma nella prassi italiana le buonuscite vengono negoziate considerando diversi fattori:
- Anzianita' di servizio: piu' anni hai lavorato, piu' alta sara' la tua capacita' negoziale. Una regola empirica comune prevede da 1 a 2 mensilita' per ogni anno di servizio.
- Ruolo e livello: dirigenti e quadri con alte responsabilita' possono negoziare importi maggiori, spesso tra 12 e 24 mensilita' complessive.
- Contesto aziendale: se l'azienda sta chiudendo una sede o ristrutturando un intero reparto, la disponibilita' a offrire somme generose puo' essere maggiore.
- Tutele del lavoratore: per lavoratori con tutele forti (art. 18, contratto a tempo indeterminato, eta' vicina alla pensione), l'azienda potrebbe dover offrire di piu' per rendere l'esodo conveniente.
Aspetti legali e contributivi
L'incentivo all'esodo presenta alcune caratteristiche giuridiche importanti:
- Non obbligatorieta': il lavoratore non e' obbligato ad accettare. Le dimissioni devono essere sempre volontarie. Qualsiasi pressione o coercizione puo' rendere nullo l'accordo.
- Contributi INPS: l'incentivo all'esodo non e' soggetto a contribuzione INPS quando e' classificato come somma incentivante la risoluzione consensuale del rapporto, come chiarito dalla Circolare INPS n. 263/1997 e dalla giurisprudenza consolidata. Questa esenzione e' un ulteriore vantaggio rispetto alla retribuzione ordinaria.
- Forma dell'accordo: l'accordo di risoluzione consensuale deve essere formalizzato per iscritto e le dimissioni devono essere convalidate telematicamente tramite il portale del Ministero del Lavoro (procedura obbligatoria dal 2016). E' altamente consigliabile farsi assistere da un avvocato del lavoro o da un sindacato nella stesura dell'accordo.
- NASpI: in caso di risoluzione consensuale con incentivo all'esodo, il lavoratore puo' avere diritto alla NASpI (indennita' di disoccupazione) solo se la risoluzione avviene in sede protetta (conciliazione presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, sede sindacale, o commissione di certificazione). La semplice firma di un accordo tra le parti non garantisce automaticamente il diritto alla NASpI.
- Ticket di licenziamento: il datore di lavoro e' tenuto a versare all'INPS il cosiddetto "ticket di licenziamento" (contributo di recesso), pari al 41% del massimale NASpI mensile per ogni anno di servizio, fino a un massimo di 3 anni. Questo costo e' interamente a carico dell'azienda.
Tabella indicativa: netto incentivo per fasce di importo
| Incentivo lordo | RAL rif. | Aliquota media | Imposta separata | Netto stimato |
|---|---|---|---|---|
| 10.000 € | 30.000 € | ~23,0% | ~2.300 € | ~7.700 € |
| 20.000 € | 35.000 € | ~24,5% | ~4.900 € | ~15.100 € |
| 30.000 € | 40.000 € | ~25,8% | ~7.725 € | ~22.275 € |
| 50.000 € | 50.000 € | ~28,1% | ~14.050 € | ~35.950 € |
| 80.000 € | 60.000 € | ~31,2% | ~24.960 € | ~55.040 € |
I valori riportati in tabella sono stime basate sulla tassazione separata con aliquota media calcolata sulla RAL di riferimento. L'aliquota effettiva applicata dall'Agenzia delle Entrate potrebbe variare leggermente in sede di riliquidazione, poiche' tiene conto dei redditi complessivi (non solo la RAL da lavoro dipendente) degli ultimi due anni di imposta. Per una stima personalizzata, utilizza il calcolatore in alto inserendo il tuo importo e la tua RAL.
Riferimenti normativi e aliquote 2026
La disciplina fiscale dell'incentivo all'esodo e della buonuscita si basa principalmente sui seguenti riferimenti normativi:
- Art. 17, comma 1, lett. a) del TUIR: prevede la tassazione separata per le "somme percepite una tantum in dipendenza della cessazione dei rapporti di lavoro dipendente", includendo gli incentivi all'esodo.
- Art. 19 del TUIR: disciplina la determinazione dell'imposta con tassazione separata per il TFR e le somme equiparate, definendo i criteri per il calcolo dell'aliquota media di riferimento.
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 29/E del 2001: fornisce chiarimenti operativi sulla tassazione separata delle somme erogate alla cessazione del rapporto di lavoro.
- Circolare INPS n. 263/1997: chiarisce l'esclusione dalla base imponibile contributiva delle somme corrisposte a titolo di incentivo all'esodo.
Per il 2026, gli scaglioni IRPEF utilizzati per il calcolo dell'aliquota media sono:
- Fino a 28.000 €: 23%
- Da 28.001 a 50.000 €: 35%
- Oltre 50.000 €: 43%
L'aliquota media risultante, applicata alla buonuscita con tassazione separata, sara' sempre inferiore o uguale all'aliquota marginale. Per i redditi intorno ai 35.000 € l'aliquota media si aggira intorno al 24–26%, contro un'aliquota marginale del 35%. Per i redditi oltre i 55.000 € l'aliquota media raggiunge circa il 32–34%, contro il 43% marginale.
Domande frequenti sulla buonuscita
L'incentivo all'esodo e' obbligatorio?
No, l'incentivo all'esodo e' frutto di una trattativa tra datore di lavoro e dipendente. Non esiste un obbligo di legge per l'azienda di offrirlo ne' per il lavoratore di accettarlo. Il lavoratore ha tutto il diritto di rifiutare la proposta e continuare il rapporto di lavoro. E' sempre consigliabile valutare attentamente l'offerta, possibilmente con l'assistenza di un legale o di un sindacato, prima di prendere una decisione.
La buonuscita e' soggetta a contributi INPS?
No, l'incentivo all'esodo non e' soggetto a contributi previdenziali INPS quando e' classificato come somma incentivante la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, come chiarito dalla Circolare INPS n. 263/1997. Questo rappresenta un vantaggio significativo rispetto alla retribuzione ordinaria, dove i contributi INPS a carico del dipendente ammontano al 9,19%. L'esenzione contributiva si applica sia alla quota a carico del lavoratore che a quella a carico del datore di lavoro.
Posso ottenere la NASpI dopo aver accettato un incentivo all'esodo?
Dipende dalla modalita' di formalizzazione della risoluzione. La NASpI spetta in caso di risoluzione consensuale avvenuta in sede protetta (Ispettorato Territoriale del Lavoro, sede sindacale, o commissione di certificazione). Se la risoluzione e' formalizzata semplicemente come dimissioni volontarie, il diritto alla NASpI non sussiste. E' quindi fondamentale strutturare correttamente l'accordo per preservare il diritto all'indennita' di disoccupazione.
Come viene tassata la buonuscita: separata o ordinaria?
L'incentivo all'esodo beneficia di norma della tassazione separata ai sensi dell'art. 17 del TUIR. L'aliquota applicata e' quella media calcolata sui redditi degli ultimi due anni fiscali. Il sostituto d'imposta (il datore di lavoro) applica in via provvisoria un'aliquota basata sull'ultimo reddito disponibile. Successivamente, l'Agenzia delle Entrate puo' riliquidare l'imposta applicando l'aliquota effettiva. La tassazione ordinaria si applica solo se il lavoratore lo richiede espressamente o in casi particolari previsti dalla normativa.
Quante mensilita' di buonuscita posso chiedere?
Non esiste un minimo o massimo stabilito per legge. Nella pratica italiana, gli importi variano notevolmente a seconda dell'anzianita', del ruolo e del contesto. Come riferimento generale: da 1 a 2 mensilita' per ogni anno di servizio per impiegati e quadri, fino a 24 o piu' mensilita' complessive per dirigenti con lunga anzianita'. E' importante ricordare che tutto dipende dalla negoziazione: piu' forte e' la posizione del lavoratore (tutele contrattuali, anzianita', competenze specifiche), piu' alta sara' la cifra negoziabile.
La buonuscita influisce sul TFR?
No, la buonuscita e l'incentivo all'esodo sono somme separate dal TFR. Il TFR viene calcolato esclusivamente sulla retribuzione percepita durante il rapporto di lavoro e l'incentivo all'esodo non rientra nella base di calcolo. Al momento della cessazione, il lavoratore ricevera' sia il TFR maturato sia l'incentivo all'esodo concordato, come due voci distinte. Entrambi possono beneficiare della tassazione separata, ma con modalita' di calcolo differenti.
Cosa succede se l'Agenzia delle Entrate riliquida l'imposta?
L'Agenzia delle Entrate ha la facolta' di ricalcolare (riliquidare) l'imposta sulla buonuscita, applicando l'aliquota media effettiva calcolata sui redditi complessivi dei due anni precedenti alla cessazione del rapporto. Se l'aliquota risulta superiore a quella applicata dal datore di lavoro, il contribuente ricevera' una comunicazione con l'invito a pagare la differenza. Se invece l'aliquota risulta inferiore, si avra' diritto a un rimborso. La riliquidazione puo' avvenire entro il termine ordinario di decadenza dell'accertamento (cinque anni dalla dichiarazione). E' possibile richiedere la rateizzazione dell'eventuale maggiore imposta dovuta.