Calcolo IRPEF 2026
Inserisci il tuo reddito complessivo annuo per calcolare l'IRPEF dovuta con il dettaglio scaglione per scaglione.
Reddito lordo annuo (RAL o reddito complessivo)
Dettaglio IRPEF per scaglione
| Scaglione | Aliquota | Imponibile | Imposta |
|---|---|---|---|
| 0 – 28.000 € | 23,00% | 27.243,00 € | 6265,89 € |
| IRPEF lorda | 6265,89 € | ||
Detrazioni e IRPEF netta
Addizionali e totale imposte
Aliquota media effettiva
12,94%
Imposte totali / reddito lordo
Aliquota marginale
23,00%
Tassazione su ogni euro aggiuntivo
Scomposizione del reddito
Come si calcola l'IRPEF
L'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) e' la principale imposta diretta in Italia. Si calcola con un sistema a scaglioni progressivi: ogni fascia di reddito viene tassata con un'aliquota diversa, applicata solo alla porzione di reddito che ricade in quello scaglione. Questo meccanismo garantisce che chi guadagna di piu' contribuisca in misura maggiore, rispettando il principio di progressivita' sancito dall'articolo 53 della Costituzione italiana.
Scaglioni IRPEF 2026
Dal 2024, confermato per il 2026, il sistema prevede tre scaglioni:
- Fino a 28.000 euro: aliquota del 23%
- Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 33%
- Oltre 50.000 euro: aliquota del 43%
Il percorso dal lordo al netto
Il calcolo parte dal reddito complessivo (tipicamente la RAL per un lavoratore dipendente). Si deducono i contributi INPS a carico del lavoratore (9,19%) per ottenere l'imponibile fiscale. Su questo si calcola l'IRPEF lorda, da cui si sottraggono le detrazioni (lavoro dipendente, cuneo fiscale, familiari a carico) per ottenere l'IRPEF netta.
All'IRPEF netta si aggiungono le addizionali regionale e comunale, che variano in base al luogo di residenza. Per i redditi piu' bassi puo' spettare il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) di 100 euro al mese.
Evoluzione storica degli scaglioni IRPEF
L'IRPEF ha subito profonde trasformazioni nel corso degli anni, riflettendo le diverse politiche fiscali dei governi che si sono succeduti. Fino al 2021, il sistema prevedeva cinque scaglioni con aliquote del 23%, 27%, 38%, 41% e 43%. Questa struttura, rimasta sostanzialmente invariata dal 2007, presentava un salto particolarmente marcato tra il secondo scaglione (27%) e il terzo (38%), penalizzando i redditi medi che superavano la soglia dei 28.000 euro.
Con la riforma fiscale del 2022 (D.Lgs. 230/2021), gli scaglioni sono stati ridotti a quattro: 23% fino a 15.000 euro, 25% da 15.001 a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Questa modifica ha introdotto un alleggerimento per i redditi medio-bassi, eliminando l'aliquota del 27% e del 41%.
Il passaggio piu' significativo e' avvenuto nel 2024, quando il governo ha accorpato i primi due scaglioni in uno solo, portando il sistema a tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre. Inizialmente prevista come misura transitoria, questa struttura e' stata confermata in via permanente. Con la Legge di Bilancio 2025, l'aliquota del secondo scaglione e' stata ulteriormente ridotta dal 35% al 33%, portando un beneficio concreto per i lavoratori con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Questa configurazione a tre scaglioni con aliquote al 23%, 33% e 43% e' quella attualmente in vigore per il 2025 e il 2026.
Calcolo IRPEF passo per passo
Per comprendere concretamente il funzionamento dell'IRPEF, analizziamo un esempio pratico con un lavoratore dipendente che percepisce una RAL di 35.000 euro.
Passo 1 - Calcolo dell'imponibile fiscale: dalla RAL si sottraggono i contributi INPS a carico del lavoratore. Per un dipendente del settore privato, l'aliquota e' il 9,19% della retribuzione lorda. Quindi: 35.000 x 9,19% = 3.216,50 euro di contributi. L'imponibile fiscale risulta: 35.000 - 3.216,50 = 31.783,50 euro.
Passo 2 - Applicazione degli scaglioni IRPEF: l'imposta lorda si calcola applicando le aliquote progressive all'imponibile. Sul primo scaglione (fino a 28.000 euro) si paga il 23%: 28.000 x 23% = 6.440 euro. Sulla parte eccedente (31.783,50 - 28.000 = 3.783,50 euro) si applica il 33%: 3.783,50 x 33% = 1.248,56 euro. L'IRPEF lorda totale risulta quindi: 6.440 + 1.248,56 = 7.688,56 euro.
Passo 3 - Applicazione delle detrazioni: dall'IRPEF lorda si sottraggono le detrazioni spettanti. Per un lavoratore dipendente con reddito di 31.783,50 euro, la detrazione per lavoro dipendente si calcola con la formula prevista per la fascia 28.000-50.000 euro: 1.910 x (50.000 - 31.783,50) / 22.000 = circa 1.581 euro. A questo si aggiunge la detrazione per cuneo fiscale di 1.000 euro (spettante per redditi tra 20.001 e 32.000 euro). L'IRPEF netta risulta quindi: 7.688,56 - 1.581 - 1.000 = circa 5.107,56 euro.
Passo 4 - Addizionali e risultato finale: al totale si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che variano in base alla residenza. Ipotizzando una regione con aliquota media dell'1,73% e un comune con aliquota dello 0,8%, le addizionali ammontano a circa 550 + 254 = 804 euro. Il carico fiscale complessivo risulta quindi di circa 5.912 euro.
L'impatto del cuneo fiscale 2026 sull'IRPEF
A partire dal 2025, il precedente taglio dei contributi INPS (esonero contributivo del 6-7%) e' stato sostituito da un nuovo meccanismo strutturale che interagisce direttamente con il calcolo dell'IRPEF. Il sistema si articola su due livelli distinti in base al reddito complessivo del lavoratore dipendente.
Per i redditi fino a 20.000 euro, e' previsto un bonus erogato direttamente in busta paga, calcolato come percentuale del reddito da lavoro dipendente. La percentuale varia in base alla fascia: il 7,1% per redditi fino a 8.500 euro, il 5,3% per redditi tra 8.501 e 15.000 euro, e il 4,8% per redditi tra 15.001 e 20.000 euro. Questo importo non concorre alla formazione del reddito imponibile e quindi non viene tassato ai fini IRPEF, risultando interamente a vantaggio del lavoratore.
Per i redditi tra 20.001 e 40.000 euro, il beneficio assume la forma di una detrazione fiscale aggiuntiva che riduce direttamente l'IRPEF dovuta. Nella fascia 20.001-32.000 euro, la detrazione e' pari a 1.000 euro annui. Nella fascia 32.001-40.000 euro, la detrazione si riduce progressivamente con la formula: 1.000 x (40.000 - reddito) / 8.000, fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro. Questo meccanismo di decalage evita il cosiddetto "effetto scalone", garantendo una transizione graduale.
L'interazione tra cuneo fiscale e IRPEF e' particolarmente rilevante perche' il nuovo sistema, a differenza del precedente taglio contributivo, non riduce la base imponibile previdenziale. Cio' significa che la pensione futura del lavoratore non viene intaccata, a differenza di quanto avveniva con l'esonero contributivo degli anni precedenti. Il costo del beneficio viene interamente sostenuto dallo Stato attraverso la fiscalita' generale.
IRPEF 2026: esempi di calcolo per fasce di reddito
| Reddito imponibile | IRPEF lorda | Aliquota media effettiva |
|---|---|---|
| 15.000 € | 3.450 € | 23,00% |
| 20.000 € | 4.600 € | 23,00% |
| 28.000 € | 6.440 € | 23,00% |
| 35.000 € | 8.750 € | 25,00% |
| 50.000 € | 13.700 € | 27,40% |
| 75.000 € | 24.450 € | 32,60% |
| 100.000 € | 35.200 € | 35,20% |
La tabella evidenzia chiaramente la natura progressiva dell'IRPEF italiana. Per i redditi che ricadono interamente nel primo scaglione (fino a 28.000 euro), l'aliquota media effettiva coincide con l'aliquota marginale del 23%. Man mano che il reddito aumenta e attraversa gli scaglioni superiori, l'aliquota media cresce gradualmente, ma resta sempre inferiore all'aliquota marginale applicata all'ultimo euro guadagnato. Ad esempio, con un reddito imponibile di 50.000 euro l'aliquota media effettiva e' del 27,40%, ben al di sotto dell'aliquota marginale del 33% che si applica alla fascia 28.001-50.000 euro. Anche per un reddito di 100.000 euro, l'aliquota media del 35,20% resta significativamente inferiore al 43% dell'ultimo scaglione.
In un confronto europeo, il sistema IRPEF italiano si colloca in una posizione intermedia. La Germania applica un'imposta progressiva continua con aliquota massima del 45%, mentre la Francia utilizza un sistema a cinque scaglioni con aliquota massima del 45% ma con un primo scaglione esente fino a circa 11.000 euro. La Spagna prevede sei scaglioni con un'aliquota massima del 47% (sommando la quota statale e quella regionale). I Paesi scandinavi, come la Svezia, arrivano ad aliquote marginali superiori al 50%, ma offrono in cambio un welfare state molto piu' esteso. Il Regno Unito, pur con solo tre aliquote (20%, 40% e 45%), prevede una personal allowance di 12.570 sterline completamente esente. Il sistema italiano, con la sua no tax area e il meccanismo delle detrazioni, punta a raggiungere un obiettivo simile ma con una struttura piu' complessa.