Aggiornato per l'anno fiscale 2026

Calcolo IRPEF 2026

Inserisci il tuo reddito complessivo annuo per calcolare l'IRPEF dovuta con il dettaglio scaglione per scaglione.

Reddito lordo annuo (RAL o reddito complessivo)

Dettaglio IRPEF per scaglione

ScaglioneAliquotaImponibileImposta
0 – 28.000 €23,00%27.243,00 €6265,89 €
IRPEF lorda6265,89 €

Detrazioni e IRPEF netta

IRPEF lorda6265,89 €
Detrazione lavoro dipendente-1979,29 €
Detrazione cuneo fiscale-1000,00 €
IRPEF netta3286,60 €

Addizionali e totale imposte

IRPEF netta3286,60 €
Addizionale regionale377,94 €
Addizionale comunale (media 0,8%)217,94 €
Totale imposte3882,48 €

Aliquota media effettiva

12,94%

Imposte totali / reddito lordo

Aliquota marginale

23,00%

Tassazione su ogni euro aggiuntivo

Scomposizione del reddito

77.9%
9.2%
11.0%
Netto disponibile23.360,52 €
Contributi INPS2757,00 €
IRPEF netta3286,60 €
Addizionali595,88 €

Come si calcola l'IRPEF

L'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) e' la principale imposta diretta in Italia. Si calcola con un sistema a scaglioni progressivi: ogni fascia di reddito viene tassata con un'aliquota diversa, applicata solo alla porzione di reddito che ricade in quello scaglione. Questo meccanismo garantisce che chi guadagna di piu' contribuisca in misura maggiore, rispettando il principio di progressivita' sancito dall'articolo 53 della Costituzione italiana.

Scaglioni IRPEF 2026

Dal 2024, confermato per il 2026, il sistema prevede tre scaglioni:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota del 23%
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 33%
  • Oltre 50.000 euro: aliquota del 43%

Il percorso dal lordo al netto

Il calcolo parte dal reddito complessivo (tipicamente la RAL per un lavoratore dipendente). Si deducono i contributi INPS a carico del lavoratore (9,19%) per ottenere l'imponibile fiscale. Su questo si calcola l'IRPEF lorda, da cui si sottraggono le detrazioni (lavoro dipendente, cuneo fiscale, familiari a carico) per ottenere l'IRPEF netta.

All'IRPEF netta si aggiungono le addizionali regionale e comunale, che variano in base al luogo di residenza. Per i redditi piu' bassi puo' spettare il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) di 100 euro al mese.

Evoluzione storica degli scaglioni IRPEF

L'IRPEF ha subito profonde trasformazioni nel corso degli anni, riflettendo le diverse politiche fiscali dei governi che si sono succeduti. Fino al 2021, il sistema prevedeva cinque scaglioni con aliquote del 23%, 27%, 38%, 41% e 43%. Questa struttura, rimasta sostanzialmente invariata dal 2007, presentava un salto particolarmente marcato tra il secondo scaglione (27%) e il terzo (38%), penalizzando i redditi medi che superavano la soglia dei 28.000 euro.

Con la riforma fiscale del 2022 (D.Lgs. 230/2021), gli scaglioni sono stati ridotti a quattro: 23% fino a 15.000 euro, 25% da 15.001 a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Questa modifica ha introdotto un alleggerimento per i redditi medio-bassi, eliminando l'aliquota del 27% e del 41%.

Il passaggio piu' significativo e' avvenuto nel 2024, quando il governo ha accorpato i primi due scaglioni in uno solo, portando il sistema a tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre. Inizialmente prevista come misura transitoria, questa struttura e' stata confermata in via permanente. Con la Legge di Bilancio 2025, l'aliquota del secondo scaglione e' stata ulteriormente ridotta dal 35% al 33%, portando un beneficio concreto per i lavoratori con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Questa configurazione a tre scaglioni con aliquote al 23%, 33% e 43% e' quella attualmente in vigore per il 2025 e il 2026.

Calcolo IRPEF passo per passo

Per comprendere concretamente il funzionamento dell'IRPEF, analizziamo un esempio pratico con un lavoratore dipendente che percepisce una RAL di 35.000 euro.

Passo 1 - Calcolo dell'imponibile fiscale: dalla RAL si sottraggono i contributi INPS a carico del lavoratore. Per un dipendente del settore privato, l'aliquota e' il 9,19% della retribuzione lorda. Quindi: 35.000 x 9,19% = 3.216,50 euro di contributi. L'imponibile fiscale risulta: 35.000 - 3.216,50 = 31.783,50 euro.

Passo 2 - Applicazione degli scaglioni IRPEF: l'imposta lorda si calcola applicando le aliquote progressive all'imponibile. Sul primo scaglione (fino a 28.000 euro) si paga il 23%: 28.000 x 23% = 6.440 euro. Sulla parte eccedente (31.783,50 - 28.000 = 3.783,50 euro) si applica il 33%: 3.783,50 x 33% = 1.248,56 euro. L'IRPEF lorda totale risulta quindi: 6.440 + 1.248,56 = 7.688,56 euro.

Passo 3 - Applicazione delle detrazioni: dall'IRPEF lorda si sottraggono le detrazioni spettanti. Per un lavoratore dipendente con reddito di 31.783,50 euro, la detrazione per lavoro dipendente si calcola con la formula prevista per la fascia 28.000-50.000 euro: 1.910 x (50.000 - 31.783,50) / 22.000 = circa 1.581 euro. A questo si aggiunge la detrazione per cuneo fiscale di 1.000 euro (spettante per redditi tra 20.001 e 32.000 euro). L'IRPEF netta risulta quindi: 7.688,56 - 1.581 - 1.000 = circa 5.107,56 euro.

Passo 4 - Addizionali e risultato finale: al totale si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che variano in base alla residenza. Ipotizzando una regione con aliquota media dell'1,73% e un comune con aliquota dello 0,8%, le addizionali ammontano a circa 550 + 254 = 804 euro. Il carico fiscale complessivo risulta quindi di circa 5.912 euro.

L'impatto del cuneo fiscale 2026 sull'IRPEF

A partire dal 2025, il precedente taglio dei contributi INPS (esonero contributivo del 6-7%) e' stato sostituito da un nuovo meccanismo strutturale che interagisce direttamente con il calcolo dell'IRPEF. Il sistema si articola su due livelli distinti in base al reddito complessivo del lavoratore dipendente.

Per i redditi fino a 20.000 euro, e' previsto un bonus erogato direttamente in busta paga, calcolato come percentuale del reddito da lavoro dipendente. La percentuale varia in base alla fascia: il 7,1% per redditi fino a 8.500 euro, il 5,3% per redditi tra 8.501 e 15.000 euro, e il 4,8% per redditi tra 15.001 e 20.000 euro. Questo importo non concorre alla formazione del reddito imponibile e quindi non viene tassato ai fini IRPEF, risultando interamente a vantaggio del lavoratore.

Per i redditi tra 20.001 e 40.000 euro, il beneficio assume la forma di una detrazione fiscale aggiuntiva che riduce direttamente l'IRPEF dovuta. Nella fascia 20.001-32.000 euro, la detrazione e' pari a 1.000 euro annui. Nella fascia 32.001-40.000 euro, la detrazione si riduce progressivamente con la formula: 1.000 x (40.000 - reddito) / 8.000, fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro. Questo meccanismo di decalage evita il cosiddetto "effetto scalone", garantendo una transizione graduale.

L'interazione tra cuneo fiscale e IRPEF e' particolarmente rilevante perche' il nuovo sistema, a differenza del precedente taglio contributivo, non riduce la base imponibile previdenziale. Cio' significa che la pensione futura del lavoratore non viene intaccata, a differenza di quanto avveniva con l'esonero contributivo degli anni precedenti. Il costo del beneficio viene interamente sostenuto dallo Stato attraverso la fiscalita' generale.

IRPEF 2026: esempi di calcolo per fasce di reddito

Reddito imponibile IRPEF lorda Aliquota media effettiva
15.000 € 3.450 € 23,00%
20.000 € 4.600 € 23,00%
28.000 € 6.440 € 23,00%
35.000 € 8.750 € 25,00%
50.000 € 13.700 € 27,40%
75.000 € 24.450 € 32,60%
100.000 € 35.200 € 35,20%

La tabella evidenzia chiaramente la natura progressiva dell'IRPEF italiana. Per i redditi che ricadono interamente nel primo scaglione (fino a 28.000 euro), l'aliquota media effettiva coincide con l'aliquota marginale del 23%. Man mano che il reddito aumenta e attraversa gli scaglioni superiori, l'aliquota media cresce gradualmente, ma resta sempre inferiore all'aliquota marginale applicata all'ultimo euro guadagnato. Ad esempio, con un reddito imponibile di 50.000 euro l'aliquota media effettiva e' del 27,40%, ben al di sotto dell'aliquota marginale del 33% che si applica alla fascia 28.001-50.000 euro. Anche per un reddito di 100.000 euro, l'aliquota media del 35,20% resta significativamente inferiore al 43% dell'ultimo scaglione.

In un confronto europeo, il sistema IRPEF italiano si colloca in una posizione intermedia. La Germania applica un'imposta progressiva continua con aliquota massima del 45%, mentre la Francia utilizza un sistema a cinque scaglioni con aliquota massima del 45% ma con un primo scaglione esente fino a circa 11.000 euro. La Spagna prevede sei scaglioni con un'aliquota massima del 47% (sommando la quota statale e quella regionale). I Paesi scandinavi, come la Svezia, arrivano ad aliquote marginali superiori al 50%, ma offrono in cambio un welfare state molto piu' esteso. Il Regno Unito, pur con solo tre aliquote (20%, 40% e 45%), prevede una personal allowance di 12.570 sterline completamente esente. Il sistema italiano, con la sua no tax area e il meccanismo delle detrazioni, punta a raggiungere un obiettivo simile ma con una struttura piu' complessa.

Domande frequenti

Qual e' la differenza tra IRPEF lorda e IRPEF netta?
L'IRPEF lorda e' l'imposta calcolata applicando le aliquote progressive al tuo reddito imponibile. L'IRPEF netta si ottiene sottraendo le detrazioni spettanti (lavoro dipendente, cuneo fiscale, carichi familiari). E' l'IRPEF netta che viene effettivamente trattenuta dalla busta paga.
Cos'e' l'aliquota marginale e perche' e' importante?
L'aliquota marginale indica la percentuale di tassazione applicata all'ultimo euro guadagnato. Per esempio, se il tuo reddito supera i 28.000 euro, ogni euro aggiuntivo viene tassato al 33%. Questo e' fondamentale per valutare il reale impatto netto di un aumento di stipendio o di un bonus.
Cosa sono le addizionali regionali e comunali?
Sono imposte aggiuntive sull'IRPEF dovute alla regione e al comune di residenza. L'addizionale regionale varia dall'1,23% al 3,33% a seconda della regione (il Lazio e la Campania sono tra le piu' care). L'addizionale comunale va dallo 0% allo 0,9%. Entrambe sono calcolate sull'imponibile fiscale e vengono trattenute in 11 rate mensili, generalmente da marzo a gennaio.
Come funziona il cuneo fiscale nel 2026?
Dal 2025 il taglio contributivo e' stato sostituito da un sistema a due livelli. Per redditi fino a 20.000 euro, una quota del reddito diventa esente da tassazione (dal 4,8% al 7,1% a seconda della fascia). Per redditi tra 20.001 e 32.000 euro, spetta una detrazione IRPEF fissa di 1.000 euro/anno. Tra 32.001 e 40.000 euro la detrazione si riduce gradualmente fino ad azzerarsi.
Chi ha diritto al trattamento integrativo (ex bonus Renzi)?
Il trattamento integrativo di 1.200 euro/anno (100 euro/mese) spetta ai lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 euro che abbiano un'imposta lorda positiva. Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro, il bonus spetta in misura ridotta solo se la somma delle detrazioni supera l'IRPEF lorda. Oltre i 28.000 euro non spetta alcun importo.
Come cambiano gli scaglioni IRPEF dal 2024 al 2026?
Il percorso di semplificazione dell'IRPEF ha portato a una progressiva riduzione del numero di scaglioni. Nel 2023 erano ancora in vigore quattro scaglioni (23%, 25%, 35%, 43%). Dal 2024 si e' passati a tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Con la Legge di Bilancio 2025, confermata per il 2026, l'aliquota del secondo scaglione e' stata ridotta dal 35% al 33%, portando gli attuali tre scaglioni a 23%, 33% e 43%. Per un lavoratore con reddito imponibile di 40.000 euro, questa riduzione si traduce in un risparmio annuo di 240 euro rispetto al 2024. Il governo ha annunciato l'intenzione di proseguire il percorso di riforma verso un sistema a due sole aliquote (flat tax progressiva) nelle prossime legislature.
Cos'e' la no tax area e come funziona?
La no tax area e' la soglia di reddito al di sotto della quale non si paga IRPEF, grazie al meccanismo delle detrazioni che azzerano l'imposta lorda. Per i lavoratori dipendenti, la no tax area e' fissata a 8.500 euro annui: fino a questo importo la detrazione per lavoro dipendente (pari a 1.955 euro) e' sufficiente a coprire interamente l'IRPEF lorda dovuta (8.500 x 23% = 1.955 euro). Per i pensionati la soglia e' di 8.500 euro (equiparata a quella dei dipendenti dal 2024), mentre per i lavoratori autonomi e' di 5.500 euro, dato che la detrazione per altri redditi e' inferiore. E' importante sottolineare che la no tax area non e' una franchigia ma un effetto delle detrazioni: superata la soglia, l'IRPEF si paga su tutto il reddito imponibile, con la detrazione che si riduce progressivamente all'aumentare del reddito.
Come si calcola l'IRPEF su redditi da lavoro autonomo?
Per i lavoratori autonomi con Partita IVA in regime ordinario, l'IRPEF si calcola sullo stesso sistema a scaglioni dei dipendenti, ma con alcune differenze fondamentali. Il reddito imponibile si determina sottraendo dai compensi percepiti i costi deducibili sostenuti per l'attivita' (affitto studio, attrezzature, collaboratori, ecc.) e i contributi previdenziali versati alla propria cassa o alla gestione separata INPS. Le detrazioni applicabili sono diverse: al posto della detrazione per lavoro dipendente, spetta la detrazione per "altri redditi" (pari a 1.265 euro per redditi fino a 5.500 euro, decrescente fino a 50.000 euro). Non spettano il trattamento integrativo ne' il beneficio del cuneo fiscale, riservati ai soli lavoratori dipendenti. Inoltre, il lavoratore autonomo in regime ordinario e' soggetto ad acconti IRPEF (pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente, versati in due rate a giugno e novembre) e deve presentare la dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi PF. Chi ha un fatturato fino a 85.000 euro puo' optare per il regime forfettario, che sostituisce l'IRPEF con un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di attivita').

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