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Il tuo stipendio lordo annuale
Per la tredicesima pro-rata (1-12)
Tredicesima netta
1748,09 €
Tredicesima lorda: 2500,00 €
Dettaglio calcolo
Composizione della tredicesima
Perche la tredicesima e' tassata di piu?
Sulla tredicesima non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente ne il trattamento integrativo. Viene tassata all'aliquota IRPEF marginale, risultando in una tassazione effettiva piu alta rispetto allo stipendio mensile ordinario.
Come si calcola la tredicesima netta
La tredicesima mensilita' e' una mensilita' aggiuntiva che viene erogata generalmente a dicembre. Ecco come si calcola:
- Tredicesima lorda = RAL / 12. Se hai lavorato meno di 12 mesi, viene calcolata pro-rata: RAL / 12 × mesi lavorati / 12.
- Contributi INPS: si applicano i contributi previdenziali (9,19%) sulla tredicesima lorda.
- IRPEF: la tredicesima viene tassata all'aliquota IRPEF marginale, cioe' l'aliquota dello scaglione in cui ricade il tuo reddito. Non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente ne' il trattamento integrativo.
- Tredicesima netta = Tredicesima lorda - INPS - IRPEF.
Per questo motivo la tredicesima risulta tassata piu' pesantemente dello stipendio mensile ordinario, dove invece si beneficia delle detrazioni fiscali.
Il calcolo mese per mese della maturazione
La tredicesima non viene generata interamente a dicembre: matura progressivamente nel corso dell'anno solare, nella misura di 1/12 per ogni mese di lavoro. Questo significa che a gennaio maturi 1/12, a febbraio un altro dodicesimo, e cosi' via fino a dicembre, quando hai accumulato l'intero importo.
La regola fondamentale riguarda il conteggio dei mesi lavorati: un mese viene considerato "intero" ai fini della maturazione della tredicesima se il lavoratore ha prestato servizio per piu' di 15 giorni in quel mese. Se ad esempio inizi un nuovo lavoro il giorno 14 di un mese, quel mese viene conteggiato come intero perche' hai lavorato piu' di 15 giorni. Al contrario, se inizi il giorno 20, quel mese non verra' conteggiato perche' i giorni lavorati (circa 10-11) sono inferiori a 15.
Questa regola dei 15 giorni si applica sia all'inizio del rapporto di lavoro sia alla sua cessazione. In caso di dimissioni o licenziamento, la tredicesima maturata e non ancora erogata viene corrisposta nell'ultima busta paga, calcolata in proporzione ai mesi lavorati nell'anno. Per esempio, se ti dimetti a fine maggio avendo lavorato 5 mesi pieni, riceverai 5/12 della tredicesima annuale.
E' importante notare che durante i periodi di assenza retribuita (come ferie, permessi retribuiti, festivita' e malattia entro il periodo di comporto) la tredicesima continua a maturare regolarmente. Non matura invece durante le assenze non retribuite, i periodi di aspettativa non retribuita e la cassa integrazione a zero ore (in questo ultimo caso, una quota viene comunque corrisposta dall'INPS).
Tassazione della tredicesima: perche' si paga di piu'
Uno degli aspetti che crea piu' confusione tra i lavoratori e' il fatto che la tredicesima, a parita' di importo lordo, produce un netto significativamente inferiore rispetto alla normale mensilita'. La ragione risiede nel meccanismo di tassazione IRPEF applicato alle mensilita' aggiuntive.
Sulla retribuzione ordinaria mensile, il datore di lavoro (in qualita' di sostituto d'imposta) applica le detrazioni da lavoro dipendente, che riducono l'IRPEF dovuta. Per il 2026, queste detrazioni possono arrivare fino a 1.955 euro annui e vengono ripartite sulle 12 mensilita' ordinarie. Inoltre, per i redditi fino a 15.000 euro (o fino a 28.000 euro con determinate condizioni), si applica il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) di 1.200 euro annui.
La tredicesima, invece, non beneficia di nessuna di queste agevolazioni. L'IRPEF viene calcolata applicando direttamente l'aliquota marginale, cioe' l'aliquota dello scaglione piu' alto raggiunto dal reddito complessivo del lavoratore. Per capire meglio: se la tua RAL e' di 30.000 euro, il tuo reddito ricade nel secondo scaglione IRPEF (da 28.001 a 50.000 euro) con aliquota del 35%. Questo significa che sulla tredicesima, dopo aver sottratto i contributi INPS, verra' trattenuto il 35% di IRPEF, senza alcuna detrazione a mitigare l'impatto. Il risultato e' una tredicesima netta che puo' essere anche il 25-30% piu' bassa rispetto allo stipendio netto ordinario, pur partendo dallo stesso importo lordo.
E' bene precisare che questa tassazione piu' pesante non rappresenta un "sopruso": le detrazioni da lavoro dipendente sono gia' state interamente ripartite sulle 12 mensilita' ordinarie e il trattamento integrativo viene erogato mensilmente. Applicarli anche sulla tredicesima significherebbe raddoppiarne l'effetto, con conseguente conguaglio a debito in sede di dichiarazione dei redditi.
Diritti e obblighi: cosa dice la legge
Il diritto alla tredicesima mensilita' per i lavoratori dipendenti del settore privato e' sancito dal DPR 28 luglio 1960, n. 1070, che ha esteso a tutti i lavoratori la cosiddetta "gratifica natalizia" inizialmente prevista solo per alcuni settori. Prima di questa norma, la tredicesima era una concessione contrattuale; con il DPR 1070/1960 e' diventata un diritto irrinunciabile garantito a tutti i lavoratori subordinati.
Per i dipendenti pubblici, la tredicesima e' regolata dall'articolo 2 della Legge 27 maggio 1959, n. 324, e successive modifiche. Anche i pensionati hanno diritto alla tredicesima sulla pensione, come stabilito dalla legislazione previdenziale.
I singoli CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) possono prevedere condizioni migliorative rispetto alla legge. Ad esempio, il CCNL Commercio (Confcommercio) stabilisce che la tredicesima venga calcolata sulla retribuzione globale di fatto, includendo paga base, contingenza, scatti di anzianita', terzi elementi e superminimi assorbibili. Il CCNL Metalmeccanico (Federmeccanica) prevede disposizioni analoghe, con la precisazione che i periodi di malattia entro il comporto sono utili alla maturazione. Il CCNL del Credito prevede il pagamento entro il 20 dicembre di ogni anno.
Per quanto riguarda i tempi di pagamento, la legge non fissa una data precisa, ma stabilisce che la tredicesima debba essere corrisposta in occasione delle festivita' natalizie. Nella prassi, la maggior parte dei datori di lavoro la eroga con la busta paga di dicembre, spesso nella prima meta' del mese. In caso di ritardo nel pagamento, il lavoratore puo' rivolgersi all'Ispettorato del Lavoro o agire in via giudiziale. Il mancato pagamento della tredicesima costituisce una violazione degli obblighi retributivi del datore di lavoro e puo' comportare sanzioni amministrative. Il lavoratore ha inoltre diritto agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria sull'importo non corrisposto.
Tredicesima netta per fascia di RAL: tabella 2026
La tabella seguente mostra la tredicesima netta stimata per le principali fasce di RAL nel 2026, ipotizzando 12 mesi di lavoro pieno e le aliquote IRPEF vigenti. I valori sono approssimativi e non tengono conto di eventuali addizionali regionali e comunali.
| RAL | Tredicesima lorda | INPS (9,19%) | IRPEF (aliquota marginale) | Tredicesima netta |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 € | 1.538 € | 141 € | 321 € (23%) | ~1.076 € |
| 25.000 € | 1.923 € | 177 € | 402 € (23%) | ~1.344 € |
| 30.000 € | 2.308 € | 212 € | 692 € (33%) | ~1.404 € |
| 40.000 € | 3.077 € | 283 € | 922 € (33%) | ~1.872 € |
| 50.000 € | 3.846 € | 354 € | 1.502 € (43%) | ~1.990 € |
Come si evince dalla tabella, l'incidenza della tassazione sulla tredicesima cresce sensibilmente al crescere della RAL. Un lavoratore con RAL di 20.000 euro riceve in tasca circa il 70% della tredicesima lorda, mentre chi ha una RAL di 50.000 euro trattiene appena il 52%. Questo divario e' dovuto alla progressivita' delle aliquote IRPEF: chi ricade nello scaglione del 43% subisce un prelievo fiscale quasi doppio rispetto a chi si trova nello scaglione del 23%. Per una stima precisa basata sulla tua situazione specifica, utilizza il simulatore in alto inserendo la tua RAL e il numero di mesi lavorati.