Simulatore Busta Paga 2026
Inserisci la tua RAL per visualizzare un cedolino mensile dettagliato, con tutte le trattenute calcolate sulla base della normativa vigente.
Cedolino Paga
Mese ordinario (marzo-dicembre)
Anno fiscale
2026
Competenze
Retribuzione base mensile
RAL / 13
Rateo tredicesima (1/12)
Maturazione mensile
Trattenute previdenziali
Contributi INPS dipendente (9,19%)
Imponibile IRPEF mensile
Trattenute fiscali
IRPEF trattenuta mensile
IRPEF netta annua / 12
Addizionale regionale IRPEF
Trattenuta in 11 rate (mar-gen)
Addizionale comunale IRPEF
Trattenuta in 11 rate (mar-gen)
Netto in busta
Mese ordinario con addizionali
1767,56 €
Tredicesima Mensilita
Erogata a dicembre, senza addizionali
Lordo tredicesima
RAL / 13
Contributi INPS
IRPEF trattenuta
Netto tredicesima
Senza trattenuta addizionali
1842,80 €
Riepilogo annuale
RAL
30.000,00 €
Netto annuo
23.360,52 €
Netto mensile medio
1796,96 €
su 13 mensilita
TFR maturato
2211,11 €
annuo
Note sulla busta paga
- Le addizionali regionali e comunali vengono trattenute in 11 rate mensili, solitamente da marzo a gennaio dell'anno successivo.
- Nei mesi di gennaio e febbraio la busta paga puo' essere leggermente piu' alta, perche' le addizionali dell'anno precedente sono terminate e quelle nuove non sono ancora iniziate.
- La tredicesima non prevede la trattenuta delle addizionali regionali e comunali.
- L'addizionale comunale utilizzata e' la media nazionale (0,8%). Verifica il tuo comune per il valore esatto.
Come si legge la busta paga
La busta paga (o cedolino) e' il documento che il datore di lavoro consegna ogni mese al dipendente. Riporta tutte le voci che compongono la retribuzione e le trattenute applicate per arrivare al netto finale. Comprendere ogni singola riga del cedolino e' fondamentale per verificare la correttezza degli importi e per pianificare le proprie finanze personali con consapevolezza.
Le voci principali
- Retribuzione base mensile: il lordo mensile, pari alla RAL divisa per il numero di mensilita' (tipicamente 13)
- Contributi INPS: la quota previdenziale a carico del lavoratore (9,19% della retribuzione lorda)
- IRPEF: l'imposta sul reddito calcolata sull'imponibile fiscale (lordo meno INPS), al netto delle detrazioni
- Addizionali regionali e comunali: trattenute in 11 rate mensili da marzo a gennaio dell'anno successivo
- Trattamento integrativo: fino a 100 euro/mese per redditi fino a 15.000 euro, ridotto fino a 28.000 euro
Anatomia completa del cedolino
Il cedolino paga si divide tradizionalmente in tre sezioni distinte, ciascuna con un ruolo specifico nella rappresentazione della retribuzione mensile del lavoratore dipendente.
Intestazione (parte superiore): contiene i dati identificativi del datore di lavoro (ragione sociale, codice fiscale, posizione INPS e INAIL) e del lavoratore (nome, cognome, codice fiscale, data di assunzione, qualifica, livello contrattuale e CCNL applicato). In questa sezione si trovano anche il mese di competenza, la sede di lavoro e la posizione contributiva. E' importante verificare che il livello e la qualifica siano corretti, poiche' determinano la retribuzione minima prevista dal contratto collettivo.
Corpo (parte centrale): e' la sezione piu' articolata e riporta tutte le voci retributive e le trattenute. Si trovano qui la paga base, l'indennita' di contingenza, l'EDR (Elemento Distinto della Retribuzione), eventuali superminimi, scatti di anzianita', indennita' di funzione, straordinari, premi, ferie e permessi maturati e goduti, ore lavorate e assenze. Ogni voce e' identificata da un codice e da una descrizione, con indicazione delle ore o dei giorni di riferimento, della base di calcolo e dell'importo risultante. E' in questa sezione che compaiono anche le trattenute per contributi INPS, IRPEF e addizionali.
Piede (parte inferiore): riporta i dati riepilogativi e i totali progressivi dall'inizio dell'anno. Si trovano il totale delle ritenute fiscali e previdenziali, l'imponibile INPS e fiscale progressivo, il TFR maturato, i ratei di tredicesima (e quattordicesima se prevista dal CCNL), le ferie e i permessi residui, e infine il netto in busta, cioe' l'importo effettivamente accreditato sul conto corrente del lavoratore. E' utile controllare periodicamente i progressivi per assicurarsi che coincidano con quanto atteso.
Le voci variabili della busta paga
Oltre alla retribuzione fissa mensile, il cedolino puo' contenere numerose voci variabili che incidono significativamente sull'importo netto percepito.
Straordinari: le ore di lavoro effettuate oltre l'orario contrattuale ordinario vengono retribuite con una maggiorazione percentuale che varia in base al CCNL applicato e al tipo di straordinario (diurno, notturno, festivo). Tipicamente la maggiorazione va dal 15% al 50% sulla paga oraria ordinaria. Gli straordinari sono soggetti a contributi INPS e IRPEF come la retribuzione ordinaria.
Premi e bonus: possono essere di natura contrattuale (premio di produzione previsto dal CCNL) o individuale (bonus discrezionali, MBO). I premi di risultato legati ad incrementi di produttivita' possono godere di una tassazione agevolata al 5% (sostitutiva dell'IRPEF) fino a un importo massimo di 3.000 euro annui per redditi da lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell'anno precedente.
Indennita': comprendono l'indennita' di trasferta, l'indennita' di turno, l'indennita' di reperibilita', l'indennita' sostitutiva di mensa e altre voci specifiche previste dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Alcune indennita' (come quella di trasferta entro certi limiti) possono essere esenti da tassazione.
Trattenute per assenze: le assenze non retribuite comportano una riduzione proporzionale della retribuzione lorda. Anche ferie e permessi non goduti, se liquidati, compaiono come voci positive nel cedolino e sono soggetti a tassazione ordinaria.
La tredicesima mensilita'
La tredicesima e' una mensilita' aggiuntiva erogata a dicembre. Il suo importo lordo e' pari a RAL/13. Viene tassata con IRPEF e INPS, ma non prevede la trattenuta delle addizionali regionali e comunali. Per questo motivo il netto della tredicesima puo' essere leggermente diverso da quello di un mese ordinario.
Quando variano le trattenute in busta paga
Le trattenute non sono costanti durante l'anno. Nei mesi di gennaio e febbraio, le addizionali dell'anno precedente sono terminate e quelle nuove non sono ancora partite, quindi il netto puo' risultare piu' alto. Da marzo si aggiungono le rate delle addizionali regionale e comunale dell'anno corrente.
Conguaglio di fine anno
Il conguaglio fiscale e' un'operazione che il datore di lavoro (in qualita' di sostituto d'imposta) effettua tipicamente nel mese di dicembre o, al piu' tardi, in quello di febbraio dell'anno successivo. Serve a ricalcolare l'IRPEF effettivamente dovuta sull'intero reddito annuo e a confrontarla con le ritenute gia' operate mese per mese.
Durante l'anno, le trattenute IRPEF mensili vengono calcolate in via provvisoria, proiettando il reddito del mese su base annua. Tuttavia variazioni di stipendio, straordinari, bonus, periodi di assenza o cambi di detrazioni (ad esempio per un figlio nato in corso d'anno) possono creare uno scostamento tra le ritenute gia' operate e l'imposta realmente dovuta. Il conguaglio corregge queste differenze.
Se durante l'anno sono state trattenute piu' imposte del dovuto, il conguaglio genera un credito a favore del dipendente, che si traduce in un netto di dicembre piu' alto del solito. Al contrario, se le ritenute mensili sono state insufficienti, il conguaglio produce un debito, e il netto di dicembre risulta inferiore. In casi estremi, il debito puo' superare il netto del mese e viene recuperato nei mesi successivi. Questo meccanismo spiega perche' la busta paga di dicembre puo' riservare sorprese, sia in positivo che in negativo.
Esempio di busta paga: le voci nel dettaglio
Per comprendere concretamente come si arriva dal lordo al netto, vediamo un esempio pratico basato su una RAL di 30.000 euro distribuita su 13 mensilita'. I valori sono indicativi e si riferiscono a un mese ordinario (da marzo a novembre, quando tutte le trattenute sono attive).
| Voce | Importo |
|---|---|
| Retribuzione lorda mensile | 2.307,69 € |
| Contributi INPS (9,19%) | -212,08 € |
| Imponibile fiscale | 2.095,61 € |
| IRPEF lorda | ~397 € |
| Detrazioni lavoro dipendente | ~130 € |
| IRPEF netta | ~267 € |
| Addizionale regionale | ~25 € |
| Addizionale comunale | ~14 € |
| Trattamento integrativo | 0 € |
| NETTO IN BUSTA | ~1.789 € |
Partendo dalla retribuzione lorda mensile di 2.307,69 euro (30.000 / 13), la prima trattenuta sono i contributi INPS a carico del lavoratore, pari al 9,19%, che ammontano a 212,08 euro. Questa quota finanzia la pensione futura e le prestazioni previdenziali (malattia, maternita', disoccupazione). L'imponibile fiscale che ne risulta e' di 2.095,61 euro.
Su questo imponibile si calcola l'IRPEF lorda, applicando le aliquote per scaglioni vigenti: 23% fino a 28.000 euro e 35% da 28.000 a 50.000 euro. Per una RAL di 30.000 euro, l'imponibile annuo (al netto dei contributi INPS) rientra prevalentemente nel primo scaglione, con l'IRPEF lorda mensile che si aggira intorno ai 397 euro.
Le detrazioni per lavoro dipendente riducono l'imposta lorda. Per redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro, la detrazione annua e' di 1.910 euro maggiorata di un importo decrescente fino a 28.000 euro. Nel nostro esempio, la detrazione mensile e' di circa 130 euro, portando l'IRPEF netta a circa 267 euro.
Si aggiungono poi le addizionali: quella regionale (circa 25 euro/mese, in base alla regione di residenza) e quella comunale (circa 14 euro/mese, variabile per comune). Il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) non spetta per redditi sopra i 28.000 euro lordi, come in questo caso, e quindi risulta pari a zero.
Il risultato finale e' un netto in busta di circa 1.789 euro. Questo valore puo' variare sensibilmente in base alla regione e al comune di residenza: ad esempio, un lavoratore in Lombardia con addizionale regionale all'1,23% avra' un netto diverso rispetto a uno residente nel Lazio dove l'aliquota regionale arriva al 3,33% per la stessa fascia di reddito. Anche l'addizionale comunale varia notevolmente: si va dallo 0% di alcuni piccoli comuni allo 0,9% dei comuni con le aliquote piu' elevate.