Aggiornato per l'anno fiscale 2026

Simulatore Busta Paga 2026

Inserisci la tua RAL per visualizzare un cedolino mensile dettagliato, con tutte le trattenute calcolate sulla base della normativa vigente.

Cedolino Paga

Mese ordinario (marzo-dicembre)

Anno fiscale

2026

Competenze

Retribuzione base mensile

RAL / 13

2307,69 €

Rateo tredicesima (1/12)

Maturazione mensile

208,33 €

Trattenute previdenziali

Contributi INPS dipendente (9,19%)

-212,08 €

Imponibile IRPEF mensile

2095,62 €

Trattenute fiscali

IRPEF trattenuta mensile

IRPEF netta annua / 12

-273,88 €

Addizionale regionale IRPEF

Trattenuta in 11 rate (mar-gen)

-34,36 €

Addizionale comunale IRPEF

Trattenuta in 11 rate (mar-gen)

-19,81 €

Netto in busta

Mese ordinario con addizionali

1767,56 €

Tredicesima Mensilita

Erogata a dicembre, senza addizionali

Lordo tredicesima

RAL / 13

2307,69 €

Contributi INPS

-212,08 €

IRPEF trattenuta

-252,82 €

Netto tredicesima

Senza trattenuta addizionali

1842,80 €

Riepilogo annuale

RAL

30.000,00 €

Netto annuo

23.360,52 €

Netto mensile medio

1796,96 €

su 13 mensilita

TFR maturato

2211,11 €

annuo

Note sulla busta paga

  • Le addizionali regionali e comunali vengono trattenute in 11 rate mensili, solitamente da marzo a gennaio dell'anno successivo.
  • Nei mesi di gennaio e febbraio la busta paga puo' essere leggermente piu' alta, perche' le addizionali dell'anno precedente sono terminate e quelle nuove non sono ancora iniziate.
  • La tredicesima non prevede la trattenuta delle addizionali regionali e comunali.
  • L'addizionale comunale utilizzata e' la media nazionale (0,8%). Verifica il tuo comune per il valore esatto.

Come si legge la busta paga

La busta paga (o cedolino) e' il documento che il datore di lavoro consegna ogni mese al dipendente. Riporta tutte le voci che compongono la retribuzione e le trattenute applicate per arrivare al netto finale. Comprendere ogni singola riga del cedolino e' fondamentale per verificare la correttezza degli importi e per pianificare le proprie finanze personali con consapevolezza.

Le voci principali

  • Retribuzione base mensile: il lordo mensile, pari alla RAL divisa per il numero di mensilita' (tipicamente 13)
  • Contributi INPS: la quota previdenziale a carico del lavoratore (9,19% della retribuzione lorda)
  • IRPEF: l'imposta sul reddito calcolata sull'imponibile fiscale (lordo meno INPS), al netto delle detrazioni
  • Addizionali regionali e comunali: trattenute in 11 rate mensili da marzo a gennaio dell'anno successivo
  • Trattamento integrativo: fino a 100 euro/mese per redditi fino a 15.000 euro, ridotto fino a 28.000 euro

Anatomia completa del cedolino

Il cedolino paga si divide tradizionalmente in tre sezioni distinte, ciascuna con un ruolo specifico nella rappresentazione della retribuzione mensile del lavoratore dipendente.

Intestazione (parte superiore): contiene i dati identificativi del datore di lavoro (ragione sociale, codice fiscale, posizione INPS e INAIL) e del lavoratore (nome, cognome, codice fiscale, data di assunzione, qualifica, livello contrattuale e CCNL applicato). In questa sezione si trovano anche il mese di competenza, la sede di lavoro e la posizione contributiva. E' importante verificare che il livello e la qualifica siano corretti, poiche' determinano la retribuzione minima prevista dal contratto collettivo.

Corpo (parte centrale): e' la sezione piu' articolata e riporta tutte le voci retributive e le trattenute. Si trovano qui la paga base, l'indennita' di contingenza, l'EDR (Elemento Distinto della Retribuzione), eventuali superminimi, scatti di anzianita', indennita' di funzione, straordinari, premi, ferie e permessi maturati e goduti, ore lavorate e assenze. Ogni voce e' identificata da un codice e da una descrizione, con indicazione delle ore o dei giorni di riferimento, della base di calcolo e dell'importo risultante. E' in questa sezione che compaiono anche le trattenute per contributi INPS, IRPEF e addizionali.

Piede (parte inferiore): riporta i dati riepilogativi e i totali progressivi dall'inizio dell'anno. Si trovano il totale delle ritenute fiscali e previdenziali, l'imponibile INPS e fiscale progressivo, il TFR maturato, i ratei di tredicesima (e quattordicesima se prevista dal CCNL), le ferie e i permessi residui, e infine il netto in busta, cioe' l'importo effettivamente accreditato sul conto corrente del lavoratore. E' utile controllare periodicamente i progressivi per assicurarsi che coincidano con quanto atteso.

Le voci variabili della busta paga

Oltre alla retribuzione fissa mensile, il cedolino puo' contenere numerose voci variabili che incidono significativamente sull'importo netto percepito.

Straordinari: le ore di lavoro effettuate oltre l'orario contrattuale ordinario vengono retribuite con una maggiorazione percentuale che varia in base al CCNL applicato e al tipo di straordinario (diurno, notturno, festivo). Tipicamente la maggiorazione va dal 15% al 50% sulla paga oraria ordinaria. Gli straordinari sono soggetti a contributi INPS e IRPEF come la retribuzione ordinaria.

Premi e bonus: possono essere di natura contrattuale (premio di produzione previsto dal CCNL) o individuale (bonus discrezionali, MBO). I premi di risultato legati ad incrementi di produttivita' possono godere di una tassazione agevolata al 5% (sostitutiva dell'IRPEF) fino a un importo massimo di 3.000 euro annui per redditi da lavoro dipendente fino a 80.000 euro nell'anno precedente.

Indennita': comprendono l'indennita' di trasferta, l'indennita' di turno, l'indennita' di reperibilita', l'indennita' sostitutiva di mensa e altre voci specifiche previste dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Alcune indennita' (come quella di trasferta entro certi limiti) possono essere esenti da tassazione.

Trattenute per assenze: le assenze non retribuite comportano una riduzione proporzionale della retribuzione lorda. Anche ferie e permessi non goduti, se liquidati, compaiono come voci positive nel cedolino e sono soggetti a tassazione ordinaria.

La tredicesima mensilita'

La tredicesima e' una mensilita' aggiuntiva erogata a dicembre. Il suo importo lordo e' pari a RAL/13. Viene tassata con IRPEF e INPS, ma non prevede la trattenuta delle addizionali regionali e comunali. Per questo motivo il netto della tredicesima puo' essere leggermente diverso da quello di un mese ordinario.

Quando variano le trattenute in busta paga

Le trattenute non sono costanti durante l'anno. Nei mesi di gennaio e febbraio, le addizionali dell'anno precedente sono terminate e quelle nuove non sono ancora partite, quindi il netto puo' risultare piu' alto. Da marzo si aggiungono le rate delle addizionali regionale e comunale dell'anno corrente.

Conguaglio di fine anno

Il conguaglio fiscale e' un'operazione che il datore di lavoro (in qualita' di sostituto d'imposta) effettua tipicamente nel mese di dicembre o, al piu' tardi, in quello di febbraio dell'anno successivo. Serve a ricalcolare l'IRPEF effettivamente dovuta sull'intero reddito annuo e a confrontarla con le ritenute gia' operate mese per mese.

Durante l'anno, le trattenute IRPEF mensili vengono calcolate in via provvisoria, proiettando il reddito del mese su base annua. Tuttavia variazioni di stipendio, straordinari, bonus, periodi di assenza o cambi di detrazioni (ad esempio per un figlio nato in corso d'anno) possono creare uno scostamento tra le ritenute gia' operate e l'imposta realmente dovuta. Il conguaglio corregge queste differenze.

Se durante l'anno sono state trattenute piu' imposte del dovuto, il conguaglio genera un credito a favore del dipendente, che si traduce in un netto di dicembre piu' alto del solito. Al contrario, se le ritenute mensili sono state insufficienti, il conguaglio produce un debito, e il netto di dicembre risulta inferiore. In casi estremi, il debito puo' superare il netto del mese e viene recuperato nei mesi successivi. Questo meccanismo spiega perche' la busta paga di dicembre puo' riservare sorprese, sia in positivo che in negativo.

Esempio di busta paga: le voci nel dettaglio

Per comprendere concretamente come si arriva dal lordo al netto, vediamo un esempio pratico basato su una RAL di 30.000 euro distribuita su 13 mensilita'. I valori sono indicativi e si riferiscono a un mese ordinario (da marzo a novembre, quando tutte le trattenute sono attive).

Voce Importo
Retribuzione lorda mensile 2.307,69 €
Contributi INPS (9,19%) -212,08 €
Imponibile fiscale 2.095,61 €
IRPEF lorda ~397 €
Detrazioni lavoro dipendente ~130 €
IRPEF netta ~267 €
Addizionale regionale ~25 €
Addizionale comunale ~14 €
Trattamento integrativo 0 €
NETTO IN BUSTA ~1.789 €

Partendo dalla retribuzione lorda mensile di 2.307,69 euro (30.000 / 13), la prima trattenuta sono i contributi INPS a carico del lavoratore, pari al 9,19%, che ammontano a 212,08 euro. Questa quota finanzia la pensione futura e le prestazioni previdenziali (malattia, maternita', disoccupazione). L'imponibile fiscale che ne risulta e' di 2.095,61 euro.

Su questo imponibile si calcola l'IRPEF lorda, applicando le aliquote per scaglioni vigenti: 23% fino a 28.000 euro e 35% da 28.000 a 50.000 euro. Per una RAL di 30.000 euro, l'imponibile annuo (al netto dei contributi INPS) rientra prevalentemente nel primo scaglione, con l'IRPEF lorda mensile che si aggira intorno ai 397 euro.

Le detrazioni per lavoro dipendente riducono l'imposta lorda. Per redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro, la detrazione annua e' di 1.910 euro maggiorata di un importo decrescente fino a 28.000 euro. Nel nostro esempio, la detrazione mensile e' di circa 130 euro, portando l'IRPEF netta a circa 267 euro.

Si aggiungono poi le addizionali: quella regionale (circa 25 euro/mese, in base alla regione di residenza) e quella comunale (circa 14 euro/mese, variabile per comune). Il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) non spetta per redditi sopra i 28.000 euro lordi, come in questo caso, e quindi risulta pari a zero.

Il risultato finale e' un netto in busta di circa 1.789 euro. Questo valore puo' variare sensibilmente in base alla regione e al comune di residenza: ad esempio, un lavoratore in Lombardia con addizionale regionale all'1,23% avra' un netto diverso rispetto a uno residente nel Lazio dove l'aliquota regionale arriva al 3,33% per la stessa fascia di reddito. Anche l'addizionale comunale varia notevolmente: si va dallo 0% di alcuni piccoli comuni allo 0,9% dei comuni con le aliquote piu' elevate.

Domande frequenti

Perche' la mia busta paga reale e' diversa dal calcolo?
Diversi fattori possono causare differenze: il CCNL puo' prevedere voci aggiuntive (superminimo, scatti di anzianita', indennita'); potresti avere trattenute per la previdenza complementare, cessioni del quinto o pignoramenti; i buoni pasto e altri benefit non compaiono nella retribuzione base; le addizionali comunali dipendono dal tuo comune specifico.
Perche' in alcuni mesi il netto e' piu' alto?
Nei mesi di gennaio e febbraio non vengono ancora trattenute le addizionali regionali e comunali dell'anno corrente (che partono tipicamente da marzo). In quei mesi potresti vedere un netto leggermente piu' alto. Inoltre, se nell'anno precedente avevi addizionali che terminano a gennaio, il mese di febbraio risulta il piu' "leggero" come trattenute.
Come vengono trattenute le addizionali?
Le addizionali regionali e comunali dell'anno precedente vengono trattenute in 11 rate mensili, da gennaio a novembre dell'anno successivo. Le addizionali dell'anno corrente vengono calcolate in sede di conguaglio a fine anno oppure trattenute in acconto a partire da marzo. Il simulatore assume la trattenuta in 11 rate uguali.
Cos'e' il rateo di tredicesima nella busta paga?
Il rateo di tredicesima e' la quota di tredicesima che maturi ogni mese. Ogni mese lavorato ti da' diritto a 1/12 della tredicesima annua. Questo rateo non viene erogato mensilmente ma si accumula e viene pagato interamente a dicembre. Nel cedolino puo' essere indicato come voce informativa per mostrare quanto stai maturando.
Il TFR compare nella busta paga?
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) non viene trattenuto dalla busta paga del dipendente perche' e' interamente a carico del datore di lavoro. E' pari a circa il 6,91% della RAL e si accumula anno dopo anno. Nel riepilogo annuale del nostro calcolatore trovi la stima del TFR maturato. Il TFR puo' essere destinato alla previdenza complementare o mantenuto in azienda.
Cosa succede alla busta paga in caso di malattia o maternita'?
In caso di malattia, i primi 3 giorni (periodo di carenza) sono retribuiti interamente dal datore di lavoro. Dal 4o al 20o giorno l'INPS corrisponde il 50% della retribuzione media giornaliera, dal 21o al 180o giorno il 66,67%. Molti CCNL prevedono un'integrazione a carico del datore di lavoro per raggiungere il 100% della retribuzione ordinaria. Per la maternita' obbligatoria (5 mesi), l'INPS eroga l'80% della retribuzione e il CCNL puo' prevedere l'integrazione al 100%. In entrambi i casi, l'indennita' INPS viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga e poi recuperata tramite conguaglio con i contributi dovuti all'Istituto. Nel cedolino troverai le voci separate: la retribuzione ridotta per i giorni di assenza e l'indennita' INPS corrispondente.
Come vengono calcolati gli straordinari in busta paga?
Il compenso per lavoro straordinario si calcola partendo dalla paga oraria ordinaria e applicando una maggiorazione percentuale stabilita dal CCNL. La paga oraria si ottiene dividendo la retribuzione mensile per il divisore orario contrattuale (tipicamente 168 o 173 ore per un full-time). Le maggiorazioni piu' comuni sono: straordinario diurno feriale 15-25%, straordinario notturno 30-40%, straordinario festivo 40-50%, straordinario notturno festivo 50-60%. Il D.Lgs. 66/2003 fissa un tetto massimo di 250 ore annue di lavoro straordinario, salvo diverse previsioni del CCNL. Gli straordinari sono soggetti a contributi INPS e IRPEF ordinari, ma possono beneficiare della tassazione agevolata al 5% (imposta sostitutiva) se rientrano nei premi di produttivita' entro i limiti previsti dalla legge. In busta paga, le ore di straordinario vengono indicate separatamente con il relativo codice e la maggiorazione applicata.
La busta paga elettronica ha lo stesso valore legale?
Si', la busta paga in formato elettronico ha pieno valore legale, come confermato dal D.Lgs. 82/2005 (Codice dell'Amministrazione Digitale) e dalle successive interpretazioni del Ministero del Lavoro. Il datore di lavoro puo' consegnare il cedolino in formato digitale (PDF via e-mail, portale aziendale, app dedicata) a condizione che il lavoratore possa accedervi, scaricarlo e conservarlo. L'obbligo previsto dall'art. 1 della Legge 4/1953 e' rispettato anche con la consegna elettronica, purche' il documento sia integro, leggibile e disponibile al dipendente. Il datore di lavoro deve garantire la conservazione dei cedolini per almeno 5 anni. Per il lavoratore, e' consigliabile scaricare e archiviare autonomamente le proprie buste paga, sia per verifiche future sia per eventuali necessita' documentali (richieste di mutuo, ISEE, contenziosi).

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